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Perugia – Piazza IV Novembre, il cuore dell’acropoli

Ben trovati Wander Travelers e… benvenuti in Piazza IV Novembre!

Piazza IV Novembre, per ogni perugino, è il centro pulsante della città, il luogo d’incontro per eccellenza.

La piazza è l’unico luogo dove i territori di tutti e cinque i rioni di Perugia si toccano, a voler rimarcarne l’importanza e la centralità nella vita dei perugini, passati e presenti.

Aldo Capitini, famoso filosofo e politico perugino, nel 1947 scrisse della sua piazza

“il luogo dove le folle della città si son sempre radunate, dove han predicato San Francesco e San Bernardino, dove sono avvenute paci, riconciliazioni, sottomissioni, decapitazioni degli alti personaggi, rappresentazioni sacre.”

La piazza, nel corso del tempo, ha cambiato più volte il nome, spesso in funzione di chi comandava la città.

In origine si chiamava Piazza Grande, poi Piazza del Vescovato e Piazza San Lorenzo, Piazza del Duomo, Piazza del Comune e infine piazza IV Novembre.

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Perugia vista dalle scale del duomo; in primo piano Palazzo dei priori e la Fontana Maggiore

A proposito… sapete perché si chiama cosi? Perché Perugia e i perugini assegnarono questo nome al luogo più importante dell’acropoli? Che cosa è successo il 4 Novembre?

Un po’ di storia non guasta mai… 😉

Il 14 settembre 1860 le truppe piemontesi, 15.000 uomini al comando del generale Fanti, riescono a penetrare nella città e a conquistarla, dopo aver costretto alla resa l’ultima guarnigione di soldati svizzeri asserragliata nella Rocca Paolina.

In seguito alla battaglia di Castelfidardo (18 settembre), tutti i territori di Umbria e Marche furono annessi al Regno di Sardegna.

L’annessione verrà ufficializzata con il plebiscito del 4 novembre 1860.

Dopo secoli di dominio e oppressione pontificia, Perugia è finalmente liberata.

Ora è facile capire perché il governo perugino decise di dedicare la piazza più importante della città a quest’avvenimento.

Dopo questo piccolo (ma doveroso) excursus storico, possiamo fare quello che più ci piace; iniziamo a gironzolare per la piazza.

Arrivando da via Calderini (ci eravamo lasciati lì l’ultima volta che abbiamo passeggiato per Perugia, vi ricordate? Se volete, potete rinfrescare la memoria cliccando qui), entriamo in piazza e non possiamo fare altro che rimanere affascinati dall’armoniosa bellezza che si è mostrata ai nostri occhi.

Alla nostra destra il duomo di San Lorenzo, di cui possiamo vedere la fiancata (Perugia è tra le pochissime città in Italia, se non l’unica, in cui la facciata frontale del duomo non dà sulla piazza principale).

La fiancata è caratterizzata dalle “Logge di Braccio”, opera commissionata da Braccio Fortebraccio da Montone nel 1423.

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Facciata laterale del duomo che affaccia sulla piazza. a sinistra le logge di Braccio

I lavori della cattedrale, ispirati da un progetto di Fra Bevignate nel 1300, furono iniziati nel 1345 e completati nel 1490, dopo tantissimi ampliamenti e modifiche.

Se salite le scale del duomo, noterete subito lo stacco cromatico (e di materiale) tra i rombi in marmo rosa e bianco e la parete superiore. Quei rombi furono prelevati dalla cattedrale di Arezzo, dopo la vittoria nella battaglia del 1335.

Ai lati della porta troviamo la statua di papa Giulio III (uno dei pochi papi simpatici ai perugini perché riportò le magistrature locali) e un piccolo pulpito da cui predicava, tra gli altri, San Bernardino da Siena.

La porta principale, come già detto, non è quella che dà su Piazza IV Novembre, bensì è quella che affaccia su piazza Danti (per trovarla basta che proseguiate la strada tenendovi piazza e duomo alla vostra sinistra).

L’interno del duomo di Perugia è un trionfo di bellezza e di maestosità; le navate, lunghe quasi 70 metri e alte 25, vi faranno sentire piccoli piccoli.

Appena entrati, sulla sinistra, protetta da un cancello e da ben quattordici serrature, si trova la reliquia dell’anello nuziale della Vergine Maria.

Non siamo soliti mostrare gli interni degli edifici da visitare, ma per il duomo facciamo una piccola eccezione… 😉

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L’interno del Duomo di Perugia

Davanti a noi, la bellissima Fontana Maggiore, realizzata da Nicola e Giovanni Pisano (contribuì alla costruzione anche fra Bevignate) nel 1278; essa, inizialmente, era alimentata dal nuovissimo (per l’epoca ovviamente) acquedotto di Monte Pacciano.

Presto però l’acquedotto cominciò a non essere più sufficiente per il fabbisogno della città e cominciò a dare problemi.

La fontana è composta di due vasche in pietra serena (la pietra di Assisi), sormontate da una tazza bronzea e dal gruppo delle tre ninfe.

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La Fontana Maggiore vista dall’alto – foto del portale turismo del comune di Perugia

La bellezza della Fontana Maggiore risiede, oltre che nella qualità artistica con cui è stata realizzata, nella filosofia del suo essere.

Le decorazioni, non solo rappresentano uno stupendo esempio di arte gotica, ma compongono una vera e propria enciclopedia, adatta a tutti i ceti sociali, secondo le proprie possibilità.

La vasca inferiore è decorata con sculture che si rifanno alle simbologie agrarie e di cultura feudale (il calendario dei lavori agricoli per intenderci); oltre a questo, sono rappresentati i mesi dell’anno e i segni zodiacali.

La vasca superiore, composta da 24 nicchie, rende omaggio al sapere universale (sono raffigurati il fondatore di Perugia Euliste, figure bibliche, il Trasimeno, la stessa Perugia…

Intorno ad essa, ci sono delle scritte in latino, che cominciano cosi:

“Guarda tu che passi, la gioconda vita di questa fontana. Se osservi bene puoi vedere cose mirabili. Sant’Ercolano o Lorenzo non cessate di implorare, che conservi le acque colui che siede sopra gli Astri.

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Fontana Maggiore by night

Vorrei continuare, perché la fontana meriterebbe più attenzione… ma vi toglierei il gusto di venire a vedere di persona… 😉

Girandoci in direzione di Corso Vannucci, a destra, non potete non notare l’edificio simbolo di Perugia nel mondo; il Palazzo dei Priori.

La costruzione iniziò nel 1293; nel tempo furono acquisiti gli edifici circostanti e “inglobati” nel palazzo, che continuava a crescere di dimensioni.

Nel frattempo il clero (che ovviamente non poteva avere un “palazzo del potere più piccolo”) ampliava il duomo.

Della guerra a “chi ce l’ha più grosso”, ne beneficiarono soprattutto i perugini, che oggi hanno ricevuto in eredità una delle più belle piazze d’Italia.

Tornando al palazzo dei Priori, saliamo la scalinata che ci troviamo dinanzi ed entriamo nella Sala dei Notari (così chiamata perché ospitò l’Udienza dei Notari).

Sopra la porta, i simboli del leone (fazione guelfa) e del grifo (Perugia) ci accolgono.

Come sempre noi non vi diremo cosa vedrete varcata la porta; è compito vostro scoprire cosa c’è. Posso però dirvi che la sala dei Notari lascia ogni volta a bocca aperta chiunque entri, perugini e non.

Usciti dalla Sala dei Notari, alla vostra sinistra ci sono delle scale che portano ad un’altra sala, la Sala della Vaccara.

Ci sono molte ipotesi sull’origine del nome; la più probabile è che sia riferita alle pergamene (vacchette) che contenevano i registri del comune e che in quella sala erano conservate.

Scendiamo le scale e dirigiamoci a sinistra; finito il palazzo c’è una viuzza, Via della Gabbia. Lungo il muro di palazzo dei Priori, erano appese le “gabbie” dei detenuti.

Non era raro vedere cadaveri di persone lasciati morire dentro le gabbie dopo aver commesso furti o omicidi, a monito per tutti quelli che intendevano delinquere.

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Palazzo dei Priori visto da maestà delle volte; a destra via della Gabbia – foto di Sergio Speziali

Tra il palazzo dei Priori e il duomo sorge il palazzo del Vescovato. Costruito nella seconda metà del XVII ha avuto una storia piuttosto travagliata, danneggiato e ricostruito più volte.

Dalla parte opposta, chiudono la piazza palazzo Ermanni Conestabile della Staffa e il palazzo Friggeri.

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Palazzo Conestabile della Staffa e Friggeri. In alto a destra, il leone e il grifo, custodi dell’ingresso della Sala dei Notari – foto di Sergio Speziali

Dirigetevi al centro di Piazza IV Novembre e, per un momento, immaginate di essere nel XVIII secolo; intorno a voi eminenze rosse e grigie, predicatori, pellegrini e furfanti, cantastorie e ciarlatani, venditori di stampe e di lanterne, insieme alla loro mercanzia, si scambiano notizie e pettegolezzi.

Tutto questo, unito al rumore delle botteghe degli artigiani, ha fatto da sottofondo al luogo simbolo di Perugia per eccellenza, in una storia lunga secoli.

Da qualche anno a questa parte Piazza IV Novembre sta riacquistando la centralità che gli spetta di diritto, grazie all’interesse mostrato sia dalle varie amministrazioni comunali, sia dagli organizzatori di grandi eventi, che hanno riscoperto la magia di questo luogo.

Se possiamo, vorremmo consigliarvi un libro che a noi è piaciuto molto e che vi permette di capire tantissime cose di Perugia

Da questo punto, da Piazza IV Novembre, partiranno le nostre passeggiate alla scoperta dell’acropoli.

Abbiamo pensato molto a come proporre la visita di Perugia e il modo migliore che ci è venuto in mente, è quello di visitare tutti i Rioni, uno a uno, per non perdersi niente di questa fantastica città.

Prossima tappa il Rione di Porta Santa Susanna.

STAY WANDER

Wander Umbria – passeggiata per Perugia… let’s go wander traveler!!!

Ciao a tutti Wander Traveler!!!! Pronti per iniziare la nostra prima passeggiata????

Dopo aver letto un pò  la storia di Perugia, vorrei portarvi a spasso per la mia città… Ne avete voglia?

Sarà una passeggiata un pò particolare… Ci fermeremo spesso, ci guarderemo intorno (cosa sempre più rara nella nostra frenetica vita) e parleremo un pò di cosa stiamo vedendo…

Bando alle ciance….

Zaino in spalla e macchina fotografica in mano.. Partiamo alla scoperta dell’acropoli!!!

Se arrivate in macchina vi consiglio di lasciarla e prendere il Minimetro, una specie di metropolitana leggera, il cui sistema di locomozione ricorda quello delle funivie; oltre che essere comodo, collegando perfettamente il parcheggio di pian di Massiano (terminal) con l’altro terminal del Pincetto, appena sotto il centro di Perugia, è anche abbastanza economico (1.50 euro a persona, un biglietto dura 70 minuti). Lasciate la macchina a pian di Massiano, fate il biglietto e via!!!!

Il minimetro è parte integrante della vostra passeggiata.. Offre visuali inusuali della città e, lungo il suo percorso, attraverserete letteralmente tutta la storia di Perugia.. Salirete a bordo nel 21° secolo e scenderete molto, molto più indietro nel tempo…

Arrivati al terminal Pincetto scendete dalla carrozza e cominciate a tutti gli effetti la vostra passeggiata. Salite le scale mobili che trovate alla vostra sinistra… Arrivati in cima, vi troverete davanti a degli arconi recentemente restaurati, all’interno dei quali sono in esecuzione i lavori che porteranno alla realizzazione di una biblioteca (a mio dire estremamente utile e soprattutto decisamente scenografica; quale studente non vorrà venire qui a studiare???)

A questo punto giratevi e salite le scale che trovate alla vostra destra…. Alla vostra sinistra si apre una bellissima vista del monte Subasio (con Assisi in bella vista) e della piana sottostante…

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il panorma dalla terrazza del Pincetto

Proseguite la strada e vi ritroverete in via Oberdan, elegante via commerciale dell’acropoli perugina.

Girate a destra e proseguite fino a Piazza Matteotti (o del Sopramuro)….

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Sapete perché del Sopramuro? La piazza è stata costruita, a partire dal 1247, a ridosso dei manufatti di contenimento del colle… Sopra-muro…. Piazza del Sopramuro sin dal medioevo è stata utilizzata come mercato a cielo aperto (pesceria, animali, prodotti dalle campagne e tutto quello che ora si trova nei moderni supermercati…) Essa sovrasta l’antico campo di battaglia, dove veniva praticata la famosa battaglia dei sassi (litomachia)…………

Ci fermiamo un attimo e apriamo una parentesi su quella che è una delle tradizioni del passato più importanti di Perugia

Perugia ha tre santi protettori; San Costanzo (29 Gennaio) Sant’Ercolano (1 Marzo) San Lorenzo (10 Agosto).

La battaglia dei sassi era una festa popolare per celebrare Ercolano, il “defensor civitatis” ucciso tra il 547 e il 548 dai ostrogoti di Totila.

Ercolano, cercando disperatamente di salvare Perugia dall’assedio, utilizzò un vecchio stratagemma; gettò fuori dalle mura l’ultimo sacco di grano e l’ultimo bue rimasto, in modo da dare l’impressione che i perugini potessero sostenere un lungo assedio, avendo cibo in abbondanza.

Totila cedette, ma poco prima di liberare la città dall’assedio, una spia interna comunicò a Totila che era uno stratagemma… Fatta la frittata….

Totila tornò sui suoi passi, conquistò la città e decapitò Ercolano, non prima di averlo scuoiato.. Un simpaticone sto Totila!!!!

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La chiesa di S.Ercolano, uno dei patroni di Perugia

La testa e il corpo di Ercolano furono gettate dove ora sorge la chiesa in suo onore in fondo alle scalette di San’Ercolano (la trovate scendendo via Oberdan anziché salire in piazza del Sopramuro).

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San Ercolano, patrono di Perugia

 

 

 

 

 

Torniamo alla Battaglia dei sassi….

Si ha testimonianza della battaglia dal 1297. Nel 1425 fu abolita in seguito alle prediche di S.Bernardino.

I 5 rioni di Perugia erano divisi in due squadre: la parte di sopra, composta dai rioni di Porta Santa Susanna, Porta S.Angelo e Porta Sole, contrapposta alla parte di sotto formata dai rioni di Porta S.Pietro e Porta Eburnea.

Ogni squadra era composta dai leggeri, armati di sassi e al massimo una fionda, e i gravi, vestiti e armati di tutto punto, adibiti al combattimento corpo a corpo. In disparte, a controllare le truppe e pronti ad entrare in azione in caso di bisogno, c’erano gli anziani.

Scopo del gioco: conquistare il centro del campo cacciando la parte nemica.

Chiudete gli occhi e immaginatevi nel campo di battaglia…. polvere, confusione, sassi che volano, gente che urla… Veniva coinvolta tutta la città, tutti volevano dare una mano al proprio rione… La battaglia dei sassi ha coinvolto anche 2000 persone per volta!!!!

Ogni tanto ci scappava pure il morto, ma un antico patto tra perugini (una volta la parola valeva più di mille contratti) stabiliva che i caduti nel campo di battaglia non dovevano essere vendicati…

Grandi uomini i miei avi..

La parte sconfitta era quella che perdeva il centro del campo o che alzava bandiera bianca. Per tutto l’anno successivo i vincitori (chi sopravviveva)  potevano girare per la città a petto gonfio..

Salvatore Fiume (1915-1997) dipinse queste scene, che ora sono esposte a palazzo Donini, sede della giunta regionale in Piazza Italia.

Torniamo in Piazza Matteotti e proseguiamo la nostra passeggiata. Tenetevi sulla destra fino a che non incontrate un passaggio pedonale; entrate e lasciatevi di nuovo trasportare nella storia; Benvenuti alla parte superiore del mercato coperto.

Fortemente voluto dal governo fascista, questa imponente struttura aveva la funzione di dotare Perugia di uno spazio destinato al commercio di beni primari. Dirigiamoci verso la terrazza panoramica e soffermiamoci 5 minuti sul panorama; Perugia tutto intorno a noi e il Subasio e la piana davanti…

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Visuale dall’alto del mercato coperto

Torniamo sui nostri passi e rientriamo in piazza Matteotti. Giriamo a destra e proseguiamo, fino a che la strada non comincia a scendere…

STOP!!!!!! Voltatevi a destra.. vi presento la chiesa del Gesù.

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Chiesa del Gesù – facciata esterna
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Chiesa del Gesù – interno

 

Fatta costruire da Fulvio della Corgna nel 1571 a completamento della parte orientale della piazza, si presenta oggi in modo quasi anonimo, in punta di piedi, nulla a che vedere con altre chiese della città (vedi S.Domenico). Ma una volta entrati….. Lo stupore lascia il posto all’indifferenza.. Non servono parole per descrivere.. mi limito a mostrare una foto dell’interno.

Dopo il viaggio in minimetro, aver provato l’ebrezza di una battaglia, scoperto panorami mozzafiato e aver assaporato il lato mistico di Perugia, che ne dite di una pausa rigeneratrice?

Se posso consigliarvi un posto per rifocillarvi… L’ANTICA LATTERIA, dalla parte opposta della piazza rispetto a dove vi trovate; imboccate via Baglioni e la trovate subito a destra, vicino ad un supermercato. Diffidate dalle apparenze.. Assaggiate la panna e la cioccolata calda e mi direte..

La nostra passeggiata per ora si conclude qui

Siete curiosi di sapere dove ce ne andremo nel prossimo articolo?

NEXT STOP: alla scoperta di piazza IV Novembre.

STAY WANDER!!!!

Perugia – Conoscere il passato per capire il presente

“Forse farò un favore al lettore dicendogli come dovrà trascorrere una settimana a Perugia. La sua prima cura sarà di non aver fretta, di camminare dappertutto molto lentamente e senza meta e di osservare tutto quello che i suoi occhi incontreranno.”

(Henry James)

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Perugia by night: in primo piano la chiesa di San Domenico… in lontananza San Pietro..

 

Conoscere la storia della propria città è, secondo me, passaggio fondamentale di ogni cittadino. A proposito di cittadini… Hai letto la poesia di Claudio Spinelli sui perugini??? se non l’hai fatto, la puoi trovare qui

Te, che ti stai preparando per un viaggio in Umbria (o che abiti in Umbria e vorresti saperne di più) può farti piacere sapere qualcosa di una città che ha 26 secoli di storia alle spalle….

Informandomi e studiando la storia di Perugia, ho trovato una marea di nozioni che cercherò di riassumere in breve, in modo da non annoiarvi troppo.

La cosa più bella che ho scoperto della mia città sono le persone che hanno vissuto a Perugia prima di me e che, in un modo o nell’altro, hanno lasciato un segno….

Finalmente, quando imbocco una via intitolata a qualcuno, so cosa quella persona ha fatto per la mia città e del perché si è meritato l’onore di dare il nome ad una via!!!!

Andiamo con ordine, anche se non sarà facile.

Le prime testimonianze d’insediamenti nel territorio perugino, sono da collocarsi in età protostorica, periodo compreso tra età del ferro (IV millennio a.C.) ed età del bronzo (XII sec A.C.), da parte di una tribù di umbri.

Agli umbri sono succeduti gli Etruschi, ed è da questo momento che Perugia comincerà a far parlare di se (grande popolo gli Etruschi!!!)

Secondo la leggenda fu Auleste, mitico eroe etrusco, a fondare la città, tra il VI e il V secolo a.C. sulle due alture principali, Il colle del Sole e il colle Landone.

Nicola e Giovanni Pisano, commissionati dal potente comune di Perugia, inserirono la figura del “conditor Euliste” esattamente rivolto a nord, posizionato nella vasca superiore…. Sarà un caso?

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L’eroe etrusco Auleste, rappresentato nella fontana Maggiore di Perugia

Corso Vannucci congiunge i due colli in cui è stata edificata Perugia. Se avete notato (o lo noterete sicuramente da ora, quando arriverete per la prima volta in città o ci tornerete) il corso, partendo dalla fontana maggiore di piazza IV Novembre, scende (Colle del Sole) per poi risalire fino a piazza Italia (colle Landone).

Il popolo etrusco è quello che più di tutti nei secoli ha lasciato segno tangibile e vivo della propria presenza; basti pensare all’Arco Etrusco (da poco restaurato e gioiello della nostra città) al pozzo etrusco, alla poderosa cinta muraria che è visibile (e che fa da muro ad alcune case del centro storico!!!)

La città fu data alle fiamme nel “Bellum Perusinium” (41-40 a.C.) e poi ricostruita da Ottaviano, che la fregiò del prestigioso appellativo AUGUSTA (se vogliamo paragonare con un riconoscimento attuale, è come essere insigniti dall’UNESCO patrimonio dell’umanità!!!….)

Proseguendo lungo il filo della storia, un altro importantissimo passo per l’espansione della città fu l’insediamento degli ordini mendicanti (XIII sec).

A porta San Pietro i Domenicani, a Porta S.Angelo gli Agostiniani, a Porta Sole i Carmelitani, a Porta Santa Susanna i Francescani e a Porta Eburnea i servi di Maria. Essi ebbero funzione catalizzatrice nella popolazione, sia cittadina che contadina.

Intorno ai loro monasteri e chiese, il tessuto urbano cambiò e si amplio, donando nuova linfa vitale a una città che, come tutte le città italiane, stava attraversando uno dei periodi più cupi della storia: il basso medioevo.

Tra il XIII e il XIV secolo venne edificato a più riprese (con un apice intorno al 1330,corrispondente al primo ampliamento) il più importante simbolo di Perugia e della peruginità, orgoglio e vanto di tutti gli abitanti; il Palazzo dei Priori (o palazzo del comune).

Davanti ad esso, già dal 1278, era presente e funzionante la Fontana Maggiore, altro simbolo forte della città, alimentata dall’acquedotto che portava l’acqua da Monte Pacciano.

Parleremo di Palazzo dei Priori e della fontana maggiore in un articolo a parte………. 😉

A questo punto possiamo fare un salto di ben 200 anni, per approdare nel XVI secolo.

Ad esso è legato l’opera urbanistica più imponente di tutta la città, presente e passata: la realizzazione della Rocca Paolina, fortezza papale voluta da papa Paolo III e progettata da Antonio di Sangallo (vi dice niente questo nome, concittadini?).

La realizzazione della rocca comportò demolizioni, espropri forzati ed accorpamenti di interi edifici, tanto per far digerire bene ai perugini questa “grande opera”….

Se da Piazza Partigiani entrate dentro la rocca, salite le scale mobili, alzate lo sguardo; tutto quello che vedete non è altro che un pezzo di città (compresa di vie archi e finestre di case) inglobata all’interno della costruzione della Rocca.

Parleremo approfonditamente della rocca in altra sede; per ora dovrete accontentarvi di un accenno.

La Rocca Paolina è la protagonista assoluta anche nel XIX.

In seguito alle rivolte contadine avvenute nel 1859, papa Pio IX (un nome che dalle nostre parti non è ancora ben gradito, malgrado siano passati oltre 150 anni) inviò le sue truppe per sedare la rivolta.

Le truppe svizzere (le guardie svizzere, ovvero l’esercito personale del papa da secoli) percorsero la via regia da Roma fino a Perugia e, appena fuori porta San Pietro, si scontrarono con la popolazione, uccidendo 27 persone. Misero a ferro e fuoco la città, saccheggiando ed uccidendo civili.

Subito dopo la liberazione di Perugia (che coincise con il passaggio di Garibaldi nel 1860) dal dominio pontificio, cominciò la distruzione sistematica della Rocca Paolina, simbolo del potere papale sul popolo, conclusa nel 1870.

Fortunatamente non tutta la rocca fu distrutta, per la gioia di noi perugini attuali (i miei avi mi infilzerebbero con il forcone probabilmente) e di voi turisti. Tanto per darvi l’idea di cosa doveva essere la rocca….

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La Rocca Paolina prima della demolizione

 

 

 

 

 

Al luogo dove avvenne il massacro dei civili da parte delle truppe papali venne dato il nome di Borgo XX Giugno, testimonianza del ricordo vivo della nostra storia recente.

Ogni anno, il 20 Giugno, viene deposta una corona alla presenza di tutta l’amministrazione comunale e della cittadinanza, segno che il 20 Giugno per i perugini è data indelebile ed indimenticabile….

Inizia il XX secolo. La popolazione perugina è diventata numerosa e lo spazio all’interno delle mura è esaurito.

Si assiste alla progressiva urbanizzazione delle “periferie”; Monteluce (sede fino a qualche anno fa dell’ospedale della città), passando per Elce, via XX Settembre e poi giù fino alla stazione vivono un periodo di boom demografico senza precedenti.

Negli anni 70’ zone periferiche come Pian di Massiano, Ferro di Cavallo, San Sisto, Madonna Alta, entrano a far parte a tutti gli effetti del tessuto urbano della città.

Ad oggi, il comune di Perugia, conta 166 mila abitanti, contro i 60 mila di inizio secolo.

Perugia ospita importanti manifestazioni nazionali ed internazionali; le due principali sono (se ci cliccate sopra vi apre il sito di riferimento)

Umbria Jazz

Eurochocolate

Dal 2016, l’amministrazione comunale ha voluto fortemente che Perugia avesse la sua rievocazione storica: Nasce Perugia 1416.

La rievocazione, che si svolge nel mese di Giugno, mette in competizione i rioni di Perugia (5 rioni: Porta S.Susanna, Porta Sole, Porta Eburnea, Porta S.Pietro, Porta S.Angelo) in varie specialità. Il rione che ottiene più punti sommando le varie specialità vince il palio.

Nel 2016 a trionfare è stato il rione di Porta S.Susanna…. nel 2017…. bhe.. venite e vedrete…

Vorrei parlare tanto della mia città, descrivendo approfonditamente i monumenti da visitare, le cose da fare.. Ma non lo farò per due ragioni:

– Parlerò in altri articoli di argomenti approfonditi della mia città, in modo da poterveli far gustare al meglio.

– L’obiettivo di questo blog è scatenare la voglia di viaggiare in ognuno di voi.

Se sei riuscito a finire il post ci sono 2 possibili cause… O ti piace la storia, oppure ho raggiunto il mio obiettivo e ti ho incuriosito…

Nel secondo caso, sicuramente andrai a ricercare più informazioni riguardo  la Fontana Maggiore, l’Arco Etrusco, il Palazzo dei Priori, Eurochocolate, Umbria Jazz, Perugia 1416….

Caro wander traveler, hai appena fatto il  primo passo per visitare questa bellissima città.

STAY WANDER!!!!

Perugia Perugia…. l’mi core s’abrugia!!!!

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Perugia vista dalle scale del duomo; in primo piano Palazzo dei priori e la fontana maggiore

Benvenuti a Perugia Wander Traveler!!!!

Finalmente si comincia a fare sul serio!!!!

A breve inserirò il primo vero articolo riguardante la mia città…. Questo serve solo a creare un po’ di suspance…

Potrei annoiarvi con qualche info generica tipo l’estensione del comune (tanto non lo fate a piedi) il numero di abitanti (di quello ne ho parlato nell’articolo) il clima (l’inverno se bubbla “trema” e l’estate se schioppa “non serve traduzione”)… i confini comunali (bah…) la geografia antropica (senti che parolone), i trasporti (di quello è meglio che non ne parlo sennò fo n’macello).

Metto in chiaro una cosa però…. LA NOSTRA ECONOMIA NON SI BASA SOLO SUL SETTORE TERZIARIO E LA BARBABIETOLA DA ZUCCHERO!!! Cari studenti mi spiace per voi… Se all’esame vi chiedono qualcosa di Perugia…. inventatevi altro!!!!

Vorrei invece aprire questa pagina con una poesia del celeberrimo Claudio Spinelli, indimenticato poeta perugino; nessuno meglio di lui riesce a descrivere, tramite i suoi versi, cosa è Perugia e cosa significa essere perugini.

Da qui parte il nostro viaggio alla scoperta del capoluogo dell’Umbria…

Buona Lettura!!!!

STAY WANDER!!!!

Noaltri Perugini

Noaltri perugine semo gente

a dilla francamente n’po’ curiosa:

Par che del mondo ‘nce ne frega gnente

e ‘nvece ce la piamo per’ ‘gni cosa.

Facemo  ‘l grugno duro, ma si gratte

sott’a la scorza trove ‘l miele e ‘l latte

Semo n’po’ malfidati, quist’è vero,

bezi’ tocca capilla la ragione:

quattr’cent’anni e passa sott’al clero

e doppo, per cambià, sott’ai padrone…

De fregature n’ èm’ aùte tante

ch’adè ‘n ce fidam più manco d’i sante.

Hon voja a regalacce Paolo Rossi….:

ce piacerà, ma ‘nn è che ce ‘mmattimo.

Sarà ch’ormai ce l’émo drent’a j’ossi

‘sto modo de pensalla… e ce l’tenimo….

Che si ‘sta cosa ta qualcun’ je scoccia,

peggio per lu’…: se la pierà n’saccoccia.

(Claudio Spinelli)

Ti sei perso l’articolo in cui parliamo di qualche curiosità della nostra regione? NO PROBLEM.. clicca qui