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La sezione dedicata alla scoperta della Città Di San Francesco

Calendimaggio – Assisi festeggia la primavera

“Nonno, mi racconti il Calendimaggio?”

“Francesco, il Calendimaggio non si può raccontare; per ogni assisano è diverso, ognuno lo sente a modo suo e lo vive a modo suo.”

“… nonno, allora mi puoi raccontare il tuo Calendimaggio?”

“Si… Questo lo posso fare; siediti che ti racconto la più intensa avventura che ho avuto la fortuna di vivere in vita mia.”

“Intanto, prima di tutto è importante conoscere la storia di quest’antichissima festa; la conosci Francesco? Sai quando nasce il Calendimaggio?”

“No nonno, non lo so proprio.”

“Il Calendimaggio ha origini pagane, che celebravano con diversi riti il ritorno della primavera.”

“Nonno che cosa sono le pagane?“

“ Pagano non è una cosa Francesco, bensì una parola che raccoglie tutte quelle religioni che venerano più di un dio insieme, a differenza del cristianesimo, in cui si venera un solo Dio.”

“ok ho capito”

Prima del popolo assisano c’erano altre popolazioni che abitavano questi luoghi, tra cui gli umbri, la più antica popolazione che abbia mai vissuto in queste terre. Il loro amore per la vita era talmente forte che dovevano celebrarlo in qualche modo; quale periodo migliore se non l’inizio della primavera, dove ogni cosa rinasce a vita nuova?

Essi ballavano, cantavano, bevevano e recitavano poesie create proprio per rendere omaggio alla primavera appena iniziata.”

“Anche San Francesco in giovinezza era un ottimo compositore di canti e poesie sai?”

“Ma San Francesco quello famoso?”

“Si proprio lui; inoltre, in questo periodo i versi composti presero il nome di canzoni di maggio, che erano decantate da brigate di giovani in giro per la città.”

“Nonno, anche San Francesco faceva le gare con l’altra parte?”

“ Non credo perché la sua fede, lo portò lontano dalle competizioni pagane e dai giochi popolari.

Fu però questo il momento in cui si formarono per la prima volta le due parti storiche di Assisi; La Nobilissima parte de Sopra e la Magnifica parte de Sotto.

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La divisione della città nelle due parti: in rosso la parte de Sotto, in blu la parte de Sopra

Questa divisione è dovuta al fatto che Assisi era governata da due potenti famiglie; la parte de sopra era governata dalla famiglia Nepis, mentre la parte de sotto dalla famiglia Fiumi.“

“Ma erano amici?”

“Direi di no Francesco, tutt’altro… Però anche durante questo periodo di lotte civili, si mantenne vivo il desiderio di celebrare il Calendimaggio.”

“Ma i giochi sono stati sempre questi?”

“I giochi, cosi come lo svolgimento della festa è profondamente cambiato nel corso dei secoli, fino a raggiungere, nel 1954, la forma che tuttora è in vigore.”

“Nonno, ma perché tutti i giochi si svolgono in piazza?”

“Piazza del comune è l’unico punto della città che non appartiene a nessuna parte; è il campo neutro dove ci si sfida, anche se non tutte le sfide si svolgono li.

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Il logo del calendimaggio

Ad esempio il corteo della sera si svolge in giro per la città, tra un vorticare di luci, suoni ed emozioni che solo la notte può darti. Le ombre tremolanti alla luce delle torce e i fuochi utilizzati per la sfilata lasciano tutti sempre senza fiato. Altro tassello importante sono le scene, realizzate in luoghi caratteristici della parte de sopra e della parte de sotto. I partaioli diventano  attori, interpretando la vita dei loro avi,  facendo rivivere il passato medievale di questa gloriosa città ad un gruppo di giudici, che ogni anno cambia e che alla fine del palio, grazie ai loro voti, decreteranno la parte vincitrice. Le scene sono molto importanti ai fini della gara poiché valgono un punto su tre disponibili.

“Nonno, chi è Madonna Primavera?”

“Madonna Primavera è una damigella, della parte de sopra o della parte de sotto, eletta dopo le sfilate dei cortei delle parti e dopo le tre prove di forza ed abilità tra Sopra e Sotto. Le gare consistono nel tiro alla fune, la corsa con le tregge e il tiro con la balestra. La parte che vince almeno due delle tre prove potrà eleggere una damigella tra le cinque selezionate in precedenza… Inoltre la parte vincitrice avrà diritto a rappresentare per prima le scene l’anno successivo”

“La nonna è mai stata Madonna Primavera?”

“… Tua nonna è stata la più bella Madonna primavera che io avessi mai visto; quando fu eletta, ero un giovane balestriere della parte de Sotto; purtroppo perdemmo la gara e Madonna primavera fu scelta tra le damigelle della parte de Sopra. Mai sconfitta fu più dolce… Me ne innamorai subito e promisi a me stesso che quella ragazza sarebbe diventata mia moglie…”

“Sei un uomo di parola nonno…”

“ahahahah assolutamente si Francesco”

“Nonno ma qual è la sfida più importante di tutte?”

“Francesco, non esiste una sfida più importante; a loro modo sono tutte importantissime e speciali, soprattutto per chi ci lavora o si prepara per farle riuscire al meglio; se devo dare un giudizio, il corteo del giorno è l’apice massimo della sfida; le due parti sfilano raccontando storie e vicende, anche di fantasia, ma pur sempre collegate alla narrativa medievale, con tantissimi effetti scenografici e coreografie. Lo spettacolo è assicurato”

“Dopo il corteo finisce la gara?”

“Assolutamente no. La sera avviene l’ultima sfida, quella canora. Ogni parte canta tre brani, di cui uno in comune e gli altri due liberi. Gli spettatori ascoltano rapiti queste melodie che non si sentono alla radio, ma che ti trasportano direttamente nel 1300.”

“Grazie nonno, mi hai spiegato come si svolge il Calendimaggio… però ancora non mi hai detto cos’è per te…”

“Francesco, il Calendimaggio è la mia anima.

Il mio Calendimaggio è amicizia, competizione e rispetto, vittoria e sconfitta.

Il mio Calendimaggio è creatività e ingegno.

Il mio Calendimaggio sa di porchetta consumata in taverna o alla luce tremolante delle torce accese in città.

Il mio Calendimaggio è attesa spassionata per vivere quei quattro giorni di competizione.

Il mio Calendimaggio sono le 5 di mattina a bere vino e a cantare dopo aver vinto.

Il mio Calendimaggio è famiglia e amore.

Il mio Calendimaggio è il primo vestito comprato a tua mamma per poter sfilare e vedere il suo viso pieno di orgoglio nel portare i colori della nostra parte.

Il mio Calendimaggio siete tu e tua sorella, che siete entrati di diritto nella grande famiglia dei partaioli.

Ma soprattutto, il mio Calendimaggio è:

“Popolo de Ascesi noi Maestro de Campo, avvalendoci dei pieni poteri conferitici, udito lo parere dell’eletto collegio dei giudici ai quali abbiamo demandato lo compito di indicarci quale delle due parti abbia raggiunto maggior lode nella cavalleresca contesa per lo saluto alla nascente Primavera, mentre esprimiamo alle Parti la nostra incondizionata riconoscenza per l’alta prova morale e civica espressa in questa contesa, degna delle più nobili tradizioni della nostra città, assegnamo lo Palio de Calendimaggio alla parte de …..”

Assisi – Da est a ovest e ritorno, passando per Santa Chiara

Ben trovati Wander Travelers. Pronti a scoprire un altro pezzo della bellissima Assisi? Oggi il nostro itinerario ci permetterà di attraversare tutta la città in senso longitudinale, visitando tra le altre cose la bellissima basilica di Santa Chiara.

Cominciamo!

Il nostro punto di partenza è Porta Nova, l’ingresso più orientale della città.

Appena varcata la soglia, all’orizzonte si defila la sagoma di un campanile; ne parleremo a breve e approfonditamente, essendo la sagoma del campanile della basilica di Santa Chiara.

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Lo skyline appena varcata Porta Nova

Godetevi il panorama che di tanto in tanto fa capolino alla nostra sinistra.

Mentre ci avviciniamo alla basilica, possiamo cominciare a farci un’idea della maestosità degli edifici che compongono il complesso.

Oltrepassate l’arco davanti a voi e vi troverete a costeggiare la basilica di Santa Chiara.

Chiara di Assisi nacque da una famiglia agiata; ben presto rimase affascinata dalle prediche di Francesco, interiorizzando le sue parole e diventando sempre più convinta della bontà delle sue azioni.

Nella notte della domenica delle palme del 1211 o del 1212 decise di fuggire da casa e unirsi a Francesco e ai primi frati.

Chiara ben presto divenne un esempio per tante donne di Assisi e delle campagne; fondò l’ordine delle clarisse, in modo che altre ragazze come lei potessero abbracciare una vita votata alla povertà e alla preghiera.

Santa Chiara, in tantissime raffigurazioni è rappresentata con un ostensorio in mano; questo perché il 22 giugno 1241, Assisi stava per essere assediata dai Saraceni che si trovavano a San Damiano.

La leggenda vuole che Chiara prese un ostensorio e lo espose in finestra; da esso si liberò una luce talmente potente che accecò i Saraceni e li costrinse a ritirarsi.

A lei fu dedicata la chiesa che ora state osservando, realizzata dopo la sua morte, tra il 1257 e il 1265.

La basilica è realizzata con la pietra rosa del Subasio e caratterizzata dai magnifici archi rampanti disposti sui lati della chiesa; essi non sono altro che contrafforti per dare più stabilità alle facciate laterali.

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Santa Chiara

L’interno della basilica dovrete venirlo a vedere di persona; visitandolo, noterete un crocifisso un pò particolare, copia esatta dell’originale custodito a San Damiano; è il crocifisso di san Damiano, simbolo importantissimo del francescanesimo.

Posizionatevi di fronte alla facciata della basilica e osservate la bellezza del rosone che sovrasta l’ingresso, oltre che l’armoniosità con cui sono stati realizzati gli archi.

I costruttori, pur avendo necessità di rinforzare le mura, hanno trovato una soluzione al tempo stesso efficace ed esteticamente stupenda.

Nella cripta della basilica sono conservate le reliquie della santa, cosi come nella basilica di San Francesco sono conservate le reliquie del santo, a testimonianza della viva vicinanza di Francesco e Chiara alla città di Assisi.

La piazza antistante alla basilica si presta magnificamente a rilassarsi un po’, approfittando dell’ombra degli alberi e scattando qualche bella foto sul panorama della piana e della città che vi si offre davanti agli occhi.

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Assisi vista da Piazza Santa Chiara

Una volta pronti, torniamo sui nostri passi per ammirare due delle vie più belle di tutta Assisi; via Sermei e la Salita degli orti.

Percorrete la salita degli orti e riscendete per via Sermei, ritrovandovi di nuovo davanti alla basilica; questa piccola deviazione di dieci minuti vi aprirà il cuore alla bellezza… parola nostra.

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Salita degli Orti – foto di Sergio Speziali

Torniamo in via Santa Chiara e scendiamo lungo via S.Agnese (che per inciso era la sorella di Chiara).

Percorrendo la via, a un certo punto giratevi e ammirate il bellissimo scorcio della basilica di Santa Chiara che vi è offerto.

Arrivati a un incrocio, voltate a destra e poi subito a sinistra per via Bernardo da Quintavalle, caratteristica via assisana, stretta, tortuosa e ovviamente a senso unico per le macchine (a malapena ne passa una).

Percorrete la via fino all’incrocio con via Brizi e scendete fino a che via Brizi non diventa via Fontebella.

Questo pezzo di Assisi ci offre tantissimi scorci interessanti, sia paesaggistici sia architettonici.

Prendetevi tutto il tempo necessario per riportare ai vostri parenti delle belle foto, testimonianza del momento magico che state vivendo.

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Via Fontebella

Percorriamo tutta la lunghezza di via Fontebella e arriviamo al “crocicchio”, dove si intersecano 4 vie differenti; Via Fontebella, via Frate Elia, via Marconi e via Piaggia San Pietro.

Salendo via Frate Elia vi ritroverete nel piazzale inferiore della Basilica di San Francesco.

Proseguendo per via Marconi potrete fare delle bellissime foto al profilo laterale della basilica e del convento.

Vi lasciamo dieci minuti di libertà, in modo che possiate gironzolare per i negozi, o prendervi un caffè, una pizza o un panino.

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Il “Crocicchio”

Appena pronti scendiamo lungo via Piaggia San Pietro.

La via termina in borgo San Pietro; indovinate come si chiama la chiesa che vi trovate davanti? Ovviamente San Pietro…

Questa chiesa, costruita con la pietra rosa del Subasio, risale circa al X secolo. Sia l’esterno che l’interno meritano una visita molto attenta; oltre la chiesa inoltre, c’è il monastero con l’orto benedettino, che è possibile visitare in particolari giorni della settimana.

La particolarità della chiesa di San Pietro, che la rende unica nel suo genere in tutto il territorio assisano, è quella di non appartenere all’ordine francescano, bensì a quello benedettino.

Dovete sapere infatti che verso la fine del 1200 fu emanato un editto in cui si proibiva a tutti gli ordini, diversi da quello francescano, di costruire o acquistare terreni.

Mettetevi seduti sul prato e riposatevi un po’; finora siamo scesi… ora si risale.

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La chiesa benedettina di San Pietro

Quando vi sentite pronti, saliamo lungo Borgo San Pietro, che presto diventa via S.Apollinare. In via S.Apollinare merita una visita l’omonima chiesa, che trovate sulla destra e, soprattutto, il vescovado importante luogo del francescanesimo perché in esso troviamo la sala di “spoliazione” di San Francesco, ovvero il luogo in cui Francesco si spogliò dei suoi vestiti e dei suoi averi, donandosi totalmente a Dio.

Continuiamo a salire fino all’incrocio con la fontana in mezzo (ci siamo passati scendendo).

Riprendiamo via S.Agnese e, percorsi 100 metri deviamo in via Moiano, che diventa ben presto via fonti di Moiano.

Le fonti di Moiano erano note già nel XII secolo per la salubrità delle acque; appena sotto la strada si trova una sorgente curativa.

Questo luogo per secoli fu caro agli assisani ed oggi, dopo le ristrutturazioni, è godibile anche da noi turisti.

Proseguendo ci ritroveremo, dove la nostra passeggiata è iniziata, ovvero a Porta Nova.

Dopo una faticata del genere, rifocillatevi con una bella doccia e preparatevi per uscire; se di giorno Assisi è bella, di notte diventa magica, trasportandovi indietro nel tempo, fino a quando per strada, alla luce fioca delle lanterne, potevate imbattervi in una piccola suora di nome Chiara.

Assisi – Il viaggio continua

Ben ritrovati Wander Traveler… Siete pronti a riprendere la nostra camminata? Siete pronti a scoprire le meraviglie di piazza del Comune, della cattedrale di San Rufino, della Rocca Maggiore e tanto altro?

Prima di partire… Avete letto la prima parte della passeggiata per Assisi? Se non l’aveste fatto, basta cliccare qui.

Ora che siamo tutti pronti… Si parte!

Piazza del comune è il centro della vita cittadina, passata e presente. Ha la forma di un rettangolo ed è l’incontro degli assi viari principali della città. Saltano subito all’occhio la Torre del Popolo, il Tempio di Minerva (a fianco della torre), il Palazzo dei Priori e la fontana.

Il palazzo del capitano del popolo fu costruito tra la metà del XIII sec. e il 1282; la merlatura fu aggiunta nel 1927. La torre fu edificata nel 1305 e più volte restaurata e messa in sicurezza.

A fianco della torre, potete ammirare il tempio di Minerva. Esso fu costruito in età Augustea; rimasto in abbandono per tutto il medioevo, nel 1539 fu dedicato alla Madonna.

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La torre del capitano del popolo e il Tempio di Minerva – Foto di Raffaele Ariante

Non sono un esperto archeologo, ne un buon conoscitore dei beni culturali, però è chiaro che lo stato di conservazione di questo monumento è eccezionale.

Di fronte al palazzo del capitano del popolo troviamo il Palazzo dei Priori, sede dell’amministrazione comunale. Sotto il palazzo, sulla destra a fianco di un negozio di souvenir, potete vedere un arcone con la volta dipinta (la volta pinta). Se guardate bene, le raffigurazioni sono grottesche, ma un motivo c’è; per tantissimo tempo quell’arcone è stato l’ingresso di un bordello, e la porta d’ingresso la vedete davanti a voi, dove ora c’è una trattoria.

Praticamente in 4 passi all’interno della piazza ci siamo visti scorrere davanti 1200 anni di storia… Non male come inizio di passeggiata no?

Una volta ammirata la volta pinta, tornate in piazza e giratevi a sinistra (lato via Portica). Trovate l’ufficio informazioni turistiche (vi dovesse servire) la posta e un piccolo altare (da cui predicò nel 1425 San Bernardino, le cui prediche ebbero come effetto, tra le altre cose, la soppressione della battaglia dei sassi di Perugia) unica parte superstite della chiesa di San Nicolò, demolita per far posto al palazzo delle poste… Non credo che l’estetica della piazza ci abbia guadagnato, ma tant’è… Proprio qui tra l’altro, avvenne un episodio fondamentale nella vita di San Francesco. Francesco, raccolto in preghiera all’interno della chiesa di San Nicolò, ricevette la parola di Dio, che gli annunciava:

“Se vuoi esser perfetto, va et vendi tutte le cose che tu hai, et dalle a’ poveri, et troverai il tesoro in cielo”

Leggenda dei Tre Compagni

La regola delle regole per i francescani fu annunciata a Francesco nella chiesa di San Nicolò…

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l’altare della chiesa di San Nicolò

Dopo aver fatto il turista modello, aver visitato i monumenti della piazza che tutte le guide e gli opuscoli del mondo suggeriscono… Cambiamo modo di visitare Assisi.

Siete pronti?

Attraversate la piazza tenendovi sulla sinistra; finiti i palazzi che affacciano sulla piazza, imboccate via della Fortezza, che comincia con una bella cordonata (scalinata). Salite fino a che la scalinata gira a sinistra. Vicolo della Fortezza diventa via Tiberio d’Assisi; non ci sono monumenti da segnalare, guide che vi diranno cosa e dove guardare; quello che ammirare lo decidete voi. Siete immersi all’interno del tessuto urbano e più intimo di Assisi.

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La cordonata di vicolo della Fortezza

Man mano che salite, giratevi indietro… la città sottostante comincia a fare capolino dai tetti delle case, e potreste ritrovarvi a fare degli scatti inusuali…

Vicolo Tiberio d’Assisi termina al crocevia con via Capobove e via Santa Maria delle Rose. Io ho scelto di prendere quest’ultima via, ma voi fate quello che vi sentite di fare, in assoluta libertà e autonomia. Via Capobove prosegue fino a diventare via Santa Croce, che si unisce a via del Colle salendo, o via San Paolo scendendo.

Via Santa Maria delle Rose è una via tipicamente assisana, il cui nome deriva dalla bellissima ex chiesa che troverete percorrendola, poco prima di piazza san Rufino.

All’interno dell’edificio, potete trovare la mostra permanente di Guido Dettoni. Oltre questo, se vi girate potrete godere di un panorama di tutto rispetto.

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Il panorama da Santa Maria delle Rose

Intravedete la mole imponente di San Rufino?

Bè… Non è ancora arrivato il momento di visitarla.

Prima di farlo, a fianco del portone di Santa Maria, c’è un arco con una strada che sale; se la imboccate, vi ritroverete in via Giovanni Joergensen, illustre poeta che si innamorò di Assisi e di San Francesco. Joergensen dimorò diversi anni nella città serafica; nel 1907 scrisse la biografia di Francesco. Il successo dell’opera gli valse la cittadinanza onoraria di Assisi.

” Le gradinate e le vie della città parevano condurmi alle stelle… Si, è la strada che mena al regno dei cieli”

Giovanni Joergensen

Percorrete via Joergensen fino ad arrivare ad una cordonata (vicolo San Lorenzo). Scendete in via Porta Perlici e girate a destra, in direzione di San Rufino, la cattedrale di Assisi.

La cattedrale, uscendo dai vicoli stretti di Assisi, quasi ci assale, maestosa e imponente. Immaginate nel medioevo, quando si cantavano le laudi, alla luce delle torce, con la sagoma scura del duomo dietro, i frati vestiti e chinati nei loro libri… Suggestivo è dir poco…

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La cattedrale di San Rufino

Ho cercato le parole per descrivere la cattedrale, e cosa volesse e potesse significare per un assisano. Nelle mie ricerche, mi sono imbattuto in un libro preso alla biblioteca comunale di Assisi (via San Francesco) di uno dei suoi più illustri concittadini: Arnaldo Fortini.

Leggendo le sue parole, mi sono sentito un po’ assisano pure io; per questo, credo che nessuno meglio di lui possa descrivere cosa rappresenta il duomo di San Rufino.

San Rufino non è la cattedrale di Assisi… San Rufino è Assisi…

“La facciata della cattedrale, la domus, la casa del popolo, la patria, la chiesa, il luogo destinato alla trattazione degli affari più gravi, della pace e della guerra del Comune, la culla, la tomba, la facciata di quel luogo doveva contenere tutti i simboli, e tutte le allegorie, la vita e la morte, la virtù e il peccato, la realtà e il sogno, la storia vissuta d’ogni giorno, e le fantasticherie più bizzarre, doveva essere quasi un poema didattico scolpito, un’enciclopedia per la gente del popolo che non capiva la lettera.

Dalla creazione si va fino all’avvenimento del giorno della vita della città di cui oggi è persa ogni traccia, squarcio di cronaca fissato nella pietra.

Cristo Salvatore trionfa Agnello con la Croce, Leone che stritola la morte, Ostia del Sacrificio, Fonte di purificazione; e intorno a Lui tornano di continuo i simboli dei quattro Evangelisti: l’Aquila, L’Angelo, il Bue, il Leone.

Pietro parla con un gesto ampio, Paolo mostra aperto il volume delle sue Epistole, Rufino vescovo, stringe contro il cuore il libro dell’Evaugelo, le teste dei santi diaconi spirano l’orrore e la pietà come dopo il supplizio. Tutta la leggenda dei martiri rivive, mentre la religione di Cristo ascende trionfante con tutti i suoi simboli, la Vergine e il Bambino Gesù, i Magi coi loro doni, il sacerdote che battezza e quello che purifica, il Serafino che fa l’offerta dell’incenso a Dio, l’Angelo Custode, fratello vigile dalla nascita alla morte.

Ed ecco le creature della vita, quelle buone e quelle cattive, i leoni, le aquile, i lupi, i vitelli, il cane, il pesce, il cervo, la gallina, il cammello, la civetta, il serpente, il pavone; ed ecco le figure del sogno e della fantazia, gli animali fantastici, i dragoni dalle lunghe code, i grifi alati e squamosi, i cavalli con la testa umana. Essi si azzuffano, si mordono, si attorcigliano, mostri spaventosi e feroci, simboli del diavolo, espressione del fascino pauroso dell’inferno.

Ed ecco ombre, premio a coloro che sono nella verità, le sottili volute di foglie e di fiori, che si piegano in eleganti ghirlande, su cui vengono a posarsi le colombe, le snelle figurine che danzano in segno di giubilo, tenendosi per mano.

La vita dell’antica città medievale ritorna anch’essa in piccoli quadri che sono come miniature sulla pietra tormentata dallo scalpello, lavori di passione e di pazienza, per la gloria della cattedrale e del suo popolo. L’arciere tende il suo arco, il suonatore è intento al suo strumento, il venditore d’uva porge il cesto colmo di frutta.

Su in alto si snoda, leggere ed elegante, la galleria con la sua bella fuga di colonne, ride la grazia dei tre magnifici rosoni.”

Arnaldo Fortini – Nova Vita di San Francesco

 

All’interno della cattedrale c’è il fonte battesimale in cui fu battezzato San Francesco, e oltre questo, se guardate bene, potrete scorgere delle vecchie mura romane lungo il pavimento, oltre che una chiesetta.

Vi ho incuriosito abbastanza per venire a visitare San Rufino?

La nostra passeggiata a questo punto prosegue.

Tornate verso via Porta Perlici e imboccate via Montecavallo (lo trovate sulla destra).

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Via Montecavallo

Godetevi questa via e la sua tranquillità, la sua pace… Io ci sono passato in una giornata uggiosa; il giorno prima aveva piovuto. L’odore della pioggia, dei fiori, delle piante e del fumo dei camini si mescolava, creando una fragranza quasi magica; di colpo la vita frenetica è sparita, Sono rimasto solo io, il profumo di Assisi e la quiete… Via Montecavallo mi ha regalato i cinque minuti più belli di tutta la giornata.

Arrivati all’incrocio con vicolo Bovi, girate a sinistra e proseguite fino a che non incontrate via del Comune Vecchio. Girate a destra e vi ritroverete lungo la statale. Arrivati alla statale voltate a sinistra e dirigetevi verso quel ciuffo di case che vedete, dall’altra parte della strada (via Anfiteatro romano).

Siete arrivati all’Anfiteatro Romano.

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L’Anfiteatro Romano – Foto di Beatrice Boccacci

Non è cosi facile scorgerlo… dovrete salire dopo aver imboccato via dell’anfiteatro romano… et voilà…

Fu costruito nel I secolo d.C. ed è rimasto conservato grazie alla disposizione degli edifici medievali, che ne hanno conservato la forma. Meritano una menzione anche le fonti, che potrete trovare in prossimità dell’Anfiteatro.

Da via dell’Anfiteatro, attraversiamo la strada e imbocchiamo vicolo del Maniscalco. Al crocicchio con via porta perlici proseguiamo dritto e cominciamo la scalata verso la Rocca di Assisi.

La passeggiata verso la cima durerà 10-15 min, nel frattempo vi do qualche informazione sulla rocca; soprattutto durante la salita guardate il panorama, splendido ovunque vi giriate.

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La Rocca di Assisi

La Rocca domina da più di 800 anni la città di Assisi e tutta la valle del Tescio, costituendo la roccaforte più importante per la loro difesa.

Si hanno notizie di una prima fortificazione già nel XII secolo, ad opera dell’arcivescovo Cristiano di Magonza.

Al centro di numerose battaglie, la Rocca Maggiore si è trovata a cambiare più volte capitani di ventura sostenuti da eserciti di mercenari. La fortezza è stata arricchita con l’allestimento di un Parco Medievale: la Sala delle Armi, la Sala del Banchetto e la Sala della Musica. Nella Torre del Maschio è esposta una mostra fotografica che illustra la più importante e sentita festa laica della città di Assisi, il Calendimaggio (primo mercoledi, giovedì, venerdì e sabato del mese di maggio). La Nobilissima Parte de Sopra e la Magnifica Parte de Sotto si contendono con esecuzioni musicali e canore, rievocazioni di vita medievale e cortei storici l’assegnazione del Palio, decretata da una giuria di esperti, registi, storici e musicologi.

Ovviamente parleremo approfonditamente del calendimaggio a tempo debito… 😉

Godetevi il panorama da quassù e aprite i polmoni… Aria cosi buona difficilmente si trova!

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Panorama dalla Rocca

Se volgete lo sguardo a sinistra, vedrete un’altra torre… Quella è la Rocchicciola.

In passato aveva la funzione di torre di guardia; numerose fonti affermano che la rocca e la rocchicciola, fossero collegate alla città di Assisi mediante dei tunnel sotterranei. In caso di attacco, gli assisani potevano percorrere i tunnel e ripararsi all’interno delle fortificazioni. Le porte di accesso sono state ritrovate; purtroppo i tunnel hanno ceduto sotto il peso della città e dell’assenza di manutenzione.

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Panorama dalla Rocchicciola – Foto di Beatrice Boccacci

Dalla rocca il panorama spazia praticamente su mezza Umbria. San Rufino, Santa Chiara, la torre del capitano del popolo, la basilica di San Francesco, Perugia a destra sui colli, Monte Tezio, Foligno, Spello, Spoleto, Santa Maria degli Angeli con la sua basilica… what else????

Quando siete pronti, cominciate la discesa, ma ovviamente cambiamo strada.

Scendendo, sul tornante, ci sono delle scalette; imboccatele e scendete fino a che non arrivate in via porta Perlici. Girate a destra e vi ritrovate in piazza san Rufino. Avete voglia di uno spuntino veloce? Magari uno spicchio di pizza? Sull’angolo della piazza c’è quello che fa al caso vostro: Pizzeria da Andrea (l’insegna è PIZZA AL TAGLIO). Per i più stanchi c’è anche una panchina (se la trovate libera). È una piccola pizzeria a conduzione familiare, e la pizza rispecchia il significato di famiglia: buona.

Provare per credere.

Una volta rifocillati, scendete lungo la via alla vostra destra (via San Rufino).

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Via San Rufino

Secondo il mio parere è la via più bella di tutta Assisi. Ogni volta che la imbocco, provo la stessa sensazione di benessere di quando apro la porta di casa mia.

La via vi permette di entrare nuovamente a Piazza del Comune, dove la nostra passeggiata era cominciata.

A questo punto che si fa? Abbiamo visto e camminato abbastanza… Di solito dopo una giornata impegnativa mi dedico a qualcosa di più rilassante… gironzolo per i negozi locali. Souvenir, prodotti tipici, abbigliamento, ceramiche, tessuti… Ad Assisi potrete trovare tutto quello che serve per soddisfare il vostro bisogno di compere. Tutti i negozi sono di persone che vivono ad Assisi. I vostri acquisti aiuteranno la loro attività ad andare avanti, i loro figli ad andare a scuola, la possibilità di andare al cinema, di cenare fuori e di permettersi una vacanza, proprio quello che state facendo voi ora.

Forse ogni tanto potrete trovare qualcosa più caro che nel supermegaiperstore… ma ricordatevi a cosa servono quei soldi in più che spenderete… e vedrete che sarete molto più contenti di aver acquistato!

Alla prossima passeggiata Wander Traveler

STAY WANDER

Assisi – L’inizio del viaggio!!!!

Ciao a tutti Wander Traveler!! Oggi vi porteremo alla scoperta di una delle città mistiche dell’Umbria, meta ogni anno di milioni di turisti: Assisi.

Assisi la potete scorgere in lontananza; adagiata sull’ultima propaggine nord-occidentale del Monte Subasio, rivolta verso Perugia e la valle del Tevere.

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Assisi vista dalla piana

A seconda dell’ora in cui arrivate, Assisi offre uno spettacolo unico; il mio preferito però è al tramonto, quando il colore rossastro della luce si riflette sulla pietra serena (il vero nome della pietra di Assisi è Scaglia Rossa, una formazione facente parte della successione deposizionale dell’Appennino Umbro Marchigiano, caratterizzata dall’alternanza di colore bianco e rosato, che la rende unica al mondo) e le luci cominciano a fare capolino dalle finestre.

Assaporate questo momento che la città vi offre; forse sarà il più bello di tutto il vostro soggiorno ad Assisi.

Avrete notato immediatamente la Basilica di S.Francesco e il convento, che si ergono maestosi sull’ultimo sperone di roccia prima del tuffo sulla piana.

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La Basilica e il convento di San Francesco

Insieme alla basilica di S.Francesco, svettano altre chiese e torri; non vi sarà sfuggita di certo la cupola della cattedrale di S.Rufino, la sagoma della basilica di S.Chiara e la torre del Popolo.

Sopra ad Assisi troneggia la Rocca Maggiore, le cui mura hanno ospitato parte della storia passata della città.

Ora amici Wander Traveler, è ora di immergersi con lo spirito e il corpo, alla scoperta della città Serafica.

Let’s go!!!!

Frequentando quotidianamente per motivi di lavoro Assisi, mi sono accorto che i tour organizzati (e i turisti “indipendenti”) arrivano alla basilica di S.Francesco, percorrono via S.Francesco, arrivano in piazza, la attraversano velocemente, giungono alla basilica di S.Chiara e se ne vanno, sicuri di aver visitato la città….

Assisi è altro….

Ovviamente queste sono le tappe fondamentali e irrinunciabili di una visita ma credetemi… La bellezza di Assisi risiede in altro.

Assisi è la città del silenzio, della quiete, della pace.

L’edilizia urbana di Assisi si è evoluta lungo la direttrice EST-OVEST. Le vie principali, poste una sopra l’altra, sono collegate da vicoli corti, stretti e ripidi, da scale ripide dette “cordonate”…. Qui va cercata Assisi.

Assisi è tra le viuzze e i vicoletti, tra gli oleandri e i vasi di gerani che troverete ad ogni finestra e balcone.

Assisi è tra i ruderi, tra i muri diroccati che fungono da confine per gli orti.

Assisi è negli scorci improvvisi che si aprono tra le case, in cui potrete scorgere, a seconda della direzione, la valle fino a Spoleto o il colle di Perugia e oltre.

Assisi è nei piccoli altari, disseminati ovunque, da cui vi sorridono delle piccole Madonne.

Assisi è sulle porte dei piccoli artigiani e dei negozi di souvenir, che ammaliano e attraggono.

Ma più di tutto, Assisi è San Francesco, ed è per questo motivo che la fretta non si confà a questi luoghi. Solo chi proverà a capire Francesco e la sua vita, il suo voto e le sue prediche, riuscirà a godere di questi luoghi.

Lasciatevi accogliere, lasciatevi trasportare indietro nel tempo e attraverso il tempo, scordandovi di avere un orologio… Anzi mettetelo via; spegnete il cellulare e godetevi la pace che solo questa città riesce a dare.

Il vostro primo appuntamento sarà sicuramente alla basilica di San Francesco. La prima cosa che vi consiglio, arrivando alla basilica, è ascoltare le campane. Alle 10:30 (anche ad altri orari) le campane suonano per qualche minuto, e se chiudete gli occhi, proverete un’impareggiabile sensazione di tranquillità; state preparando il vostro spirito all’ingresso in Basilica.

La Basilica fu costruita dopo la morte di Francesco, per celebrare le sue opere e la sua predica; a dirla tutta non credo che lui fosse molto d’accordo che gli fosse dedicata una chiesa cosi grande, rapportata tra l’altro alla PORZIUNCOLA, costruita proprio da Francesco e custodita all’interno della basilica di S.Maria degli Angeli.

In pochi posti al mondo avrete la possibilità di visitare una chiesa dentro un’altra chiesa….

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La Porziuncola, la chiesa costruita da S.Francesco e dai suoi primi discepoli

Tornando alla basilica di Assisi, il 29 Marzo del 1228 Frate Elia ottenne in nome del Papa la concessione di un pezzo di terreno appartenente a Pucciarello di Assisi; l’appezzamento aveva anche un nome poco rassicurante, Colle dell’Inferno. Questo appellativo deriva dal fatto che qui venivano eseguite le pene capitali; in poche parole Colle dell’Inferno era un luogo che gli assisani evitavano come la peste (se vi si dovevano recare, era un segnaccio!!!!). Frate Elia ne cambiò immediatamente il nome; d’ora in poi questo luogo sarà conosciuto come Colle del Paradiso (un pò più consono al luogo dove sorgerà una delle basiliche più importanti del mondo).

Frate Elia era decisamente una persona sveglia; in men che non si dica riuscì a raccogliere i fondi necessari per la costruzione. Il 25 Maggio 1230 il corpo di Francesco venne deposto nella nuova tomba, segno che almeno la basilica inferiore era compiuta. Sono bastati solo due anni a frate Elia per costruire la basilica inferiore!!!!

Nel 1231 Elia cominciò la costruzione della basilica superiore, che fu solennemente consacrata da Innocenzo IV nel 1253. Mi piacerebbe farvi vedere gli interni delle basiliche superiore ed inferiore ma non lo farò…. Questa è una parte del viaggio che dovrete fare voi cari Wander Traveler!!! Mi limiterò a farvi vedere l’esterno… 😉

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La Basilica inferiore di notte
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La Basilica superiore vista da via San Francesco

Vorrei però rendervi partecipi di un episodio. Un pomeriggio, gironzolando per il piazzale della basilica inferiore, mi sono avvicinato alla porta d’ingresso e ho cominciato ad osservare le persone che entravano e che uscivano.

I visi delle persone che escono dalla basilica, sono visi pieni, soddisfatti, sereni. Non saprei dire se sia stata solo una mia impressione, ma sono sicuro di una cosa: che voi siate credenti o atei, troverete sicuramente dei buoni motivi per godere dello spettacolo della basilica di S.Francesco eletta nel 2000 dall’Unesco patrimonio dell’Umanità.

Una volta usciti, non vi affrettate subito alla prossima meta; è questa qui la differenza tra un soggiorno di qualità e una maratona culturale. Non sarete più bravi o più forti se riuscirete a vedere tutto quello che vi dicono di vedere, nel minor tempo possibile.

Gironzolate un po’, fate delle foto, soffermatevi ad osservare quello che vi sta intorno, non importa cosa. Respirate l’aria di Assisi e del monte Subasio…. Rallentate….

A questo proposito vorrei condividere con voi quella che secondo me è la più bella preghiera francescana, un magnifico omaggio alla natura e alle sue creature.

 

Cantico Delle Creature

« Altissimu, onnipotente, bon Signore,

tue so’ le laude, la gloria e ‘honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta. 

Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba. 

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

 Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace, ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male. 

Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate »

Una buona guida parla anche di storia no? Qualcosina vi dirò pure io, cosi non sarete costretti ad accendere il cellulare per cercare informazioni.. 😉

Assisi affonda le sue origini addirittura nel Neolitico; i territori erano abitati da una tribù di umbri (IX-VII sec a.C.) che presto fu spazzata via dalla civiltà etrusca, molto più potente ed organizzata. Nel 295 a.C. con la battaglia del Sentino, i romani conquistarono tutta l’Italia centrale e la città prese il nome di Asisium.

Non si sa con precisione l’origine del nome; c’è chi lo attribuisce al torrente che scorre ai piedi della città (Assino) e c’è chi sostiene che il nome Assisi derivi dal nome di un animale (il falco) e quindi significhi “città del falco”.

Uno degli eventi più importanti per la città è l’inizio della cristianizzazione del popolo, operata a partire dal III secolo dal vescovo Rufino, divenuto poi martire a cui in seguito fu intitolata la cattedrale della città.

Con il crollo dell’impero romano, Assisi come Perugia e come tutta l’Italia furono preda delle invasioni barbariche.  Ad Assisi, nel 545, Totila (lo stesso che uccise Ercolano a Perugia; se non avete letto l’articolo sulla storia di Ercolano, lo potete fare cliccando qui) e i suoi Goti, saccheggiarono la città.

Passarono gli anni e si succedettero i signori a governo della città, fino a che nel 1198 una sollevazione popolare fece si che Assisi divenne Comune. In questo contesto, tra il 1181 e il 1182 nacque Giovanni di Bernardone, figlio di Pietro di Bernardone (ricco mercante assisano) e di Madonna Pica. Giovanni fu presto rinominato Francesco dal padre, che cosi volle omaggiare la Francia, con cui intratteneva intensi rapporti commerciali. La nascita di Francesco, segnò l’avvenimento più importante per la storia di Assisi passata, presente e futura.

Nel 1818 e nel 1850 furono ritrovati i corpi di San Francesco e Santa Chiara, consentendo cosi ad Assisi di divenire meta di pellegrinaggio per milioni di fedeli.

Durante la seconda guerra mondiale Assisi fu dichiarata “città aperta” e al passaggio del fronte, nel 1943, fu letteralmente invasa da rifugiati, feriti, soldati di ogni nazionalità che richiedevano asilo. Fu per questo che Assisi, a differenza di tante altre città, non fu bombardata, e poté mantenere intatto il suo skyline e, soprattutto, i suoi monumenti.

La città, come la maggior parte dell’Umbria, non ha subito alcun danno rilevante dai terremoti del 24 agosto e 30 ottobre 2016. La disinformazione dei media, complice anche la Croce Rossa Italiana che ha mostrato un video del crollo della volta della basilica superiore del 1997, ha provocato dei danni indiretti all’economia del turismo. Assisi si è concentrata per soccorrere le popolazioni della Valnerina colpite dai danni indiretti del sisma; così come le popolazioni colpite nelle altre Regione del Centro Italia. La città è perfettamente integra e resistente.”

Wikipedia

 Una volta che vi sentite pronti, incamminatevi perché il resto della città attende di essere scoperta. Davanti a voi, uscendo dalla basilica superiore, si aprono due strade; Via S.Francesco sulla destra e via Cardinale Raffaele Merry del Val sulla sinistra. Non vi consiglierò ne l’una ne l’altra strada; imboccate quella che vi ispira di più e cominciate a camminare.

Osservate l’architettura di Assisi, le finestre con le imposte di legno marrone, i vasi con i fiori che trovate ovunque (gli assisani sono appassionati di fiori, che impreziosiscono il già ricco panorama urbano), gli usci delle porte in pesante legno massello e la pietra serena utilizzata per costruire tutte le case di Assisi.

Dietro ogni angolo potrete trovare una sorpresa…

Se avete scelto di incamminarvi lungo via San Francesco,  davanti a voi si presenta una delle vie più ampie di Assisi. Essa è sede di numerose organizzazioni, di numerosi ordini, della biblioteca comunale, e della pinacoteca comunale.

Arrivati in cima alla via, in prossimità di un arco voltatevi a destra……

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Scorcio della piana tra i palazzi

Sfortunatamente nel momento in cui l’ho scattata c’era un pò di foschia… Vorrà dire che dovrete venire a fare la foto di persona ;-).

La strada prosegue e diventa via Fortini, sede del teatro comunale (spesso va in scena un musical su Chiara di Assisi, ve lo consiglio).

Proseguendo oltre, via Fortini diventa via Portica, la via di accesso al comune.

Qui, poco prima della piazza troverete il foro Romano, antica testimonianza dell’epoca imperiale, che dovete assolutamente visitare, magari con una guida più dettagliata della mia.

Se invece dalla basilica di San Francesco avete preso via Cardinale Raffaele Merry del Val, cominciate a salire; poco dopo sulla destra trovate vicolo Santa Margherita. Percorretelo e vi troverete a visitare la chiesa di Santa Margherita, ma soprattutto potrete godere di un panorama sulla basilica di San Francesco impagabile.. Vedere per credere..

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La facciata della chiesa di Santa Margherita – foto di Beatrice Boccacci
Il panorama dal piazzale della chiesa di Santa Margherita – foto di Beatrice Boccacci

Tornate sui vostri passi e continuate a salire. Vi troverete immediatamente davanti ad una delle porte d’ingresso più belle della città, Porta San Giacomo.

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Porta San Giacomo

Subito dopo, proseguendo lungo la via, troverete davanti a voi vicolo S.Andrea, che vi offrirà un bellissimo scorcio per fare delle belle foto.

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Vicolo Sant’Andrea

Lungo via Metastasio, sulla sinistra, appena dopo il piccolo teatro degli Instabili, fermatevi e andate a dare uno sguardo alla chiesa di San Giacomo del muro rupto. Fatta edificare nel 1080 dall’abate Farfa Berardo I, si chiama “del muro rupto” perchè si trova nei pressi dei muri in rovina della città. Entrando potrete assaporare la semplicità francescana; una sola navata, la pietra serena utilizzata per l’edificazione e soprattutto il silenzio… godetevelo perchè difficilmente nella nostra vita così frenetica avremo momenti di pace come questi. Per visitarla basta suonare ad un cancello nero e prendere accordi con le suore che abitano il convento; saranno ben felici di condividere con voi la loro piccola perla…

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L’interno della chiesetta di San Giacomo

Appena usciti e fatti 20 metri, troverete una scalinata che sale (via S.Croce). Cominciate a salire…  sbuff sbuff.. panf… panf…

Benvenuti dalle suore tedesche!!!!

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via S.Croce, suore tedesche – foto di Beatrice Boccacci

 

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madonnina – foto di Beatrice Boccacci

Questa strada, se la percorrete tutta, vi porterà direttamente alla Rocca Maggiore!!!!!

Se non volete arrivare alla rocca da qui, tornate lungo via Metastasio e proseguite verso sinistra.

Ogni tanto volgete lo sguardo a destra; si aprono scorci di rara bellezza della piana, con in bella vista la Basilica di Santa Maria degli Angeli. A sinistra in lontananza potrete scorgere Spoleto, mentre a destra il colle di Perugia e monte Tezio.

Via Metastasio diventa via San Paolo, la via di accesso alla piazza del comune.

Se non siete troppo stanchi, merita una visita la chiesa di Santo Stefano. La potete trovare, prendendo il vicolo santo Stefano (provenendo da via Metastasio, lungo via San Paolo sulla destra).

Entrando, come per la chiesa di San Giacomo, godete della semplicità francescana; una sola navata, travi in legno sul soffitto, niente fronzoli… Questa è una delle poche chiese arrivate integre, senza nessun lavoro di ristrutturazione, direttamente dal duecento francescano.

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La scalinata che porta a Santo Stefano – foto di Beatrice Boccacci
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La facciata della chiesa di Santo Stefano – foto di Beatrice Boccacci
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Il panorama dalla chiesa di Santo Stefano – foto di Beatrice Boccacci

Qualsiasi strada voi abbiate preso, essa vi porterà in piazza…

Ma questa è un’altra storia.

A questo punto sarà pomeriggio inoltrato, quindi tornate in albergo e fate una bella doccia.

Se posso consigliarvi un bed and breakfast, sicuramente vi direi “La casina colorata” in via San Paolo. I gestori, Beatrice e Simone, sono persone squisite e il loro bed and breakfast è accogliente, pulito e comodissimo per visitare la città. Oltretutto, la cosa che contraddistingue la casina colorata è che ha una sola camera!!!! Questo significa che le attenzioni saranno tutte rivolte a voi e alle vostre esigenze; sarete coccolati come re!!!

I riferimenti li trovate alla loro pagina facebook La casina colorata o al loro sito internet La casina colorata.

Una volta riposati e rifocillati, preparatevi per una bellissima passeggiata lungo le vie di Assisi di notte, magari con un bel gelato in mano.

Una nuova tappa ci aspetta nel nostro viaggio alla scoperta della città serafica.

STAY WANDER!!!