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Perugia – Piazza IV Novembre, il cuore dell’acropoli

Ben trovati Wander Travelers e… benvenuti in Piazza IV Novembre!

Piazza IV Novembre, per ogni perugino, è il centro pulsante della città, il luogo d’incontro per eccellenza.

La piazza è l’unico luogo dove i territori di tutti e cinque i rioni di Perugia si toccano, a voler rimarcarne l’importanza e la centralità nella vita dei perugini, passati e presenti.

Aldo Capitini, famoso filosofo e politico perugino, nel 1947 scrisse della sua piazza

“il luogo dove le folle della città si son sempre radunate, dove han predicato San Francesco e San Bernardino, dove sono avvenute paci, riconciliazioni, sottomissioni, decapitazioni degli alti personaggi, rappresentazioni sacre.”

La piazza, nel corso del tempo, ha cambiato più volte il nome, spesso in funzione di chi comandava la città.

In origine si chiamava Piazza Grande, poi Piazza del Vescovato e Piazza San Lorenzo, Piazza del Duomo, Piazza del Comune e infine piazza IV Novembre.

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Perugia vista dalle scale del duomo; in primo piano Palazzo dei priori e la Fontana Maggiore

A proposito… sapete perché si chiama cosi? Perché Perugia e i perugini assegnarono questo nome al luogo più importante dell’acropoli? Che cosa è successo il 4 Novembre?

Un po’ di storia non guasta mai… 😉

Il 14 settembre 1860 le truppe piemontesi, 15.000 uomini al comando del generale Fanti, riescono a penetrare nella città e a conquistarla, dopo aver costretto alla resa l’ultima guarnigione di soldati svizzeri asserragliata nella Rocca Paolina.

In seguito alla battaglia di Castelfidardo (18 settembre), tutti i territori di Umbria e Marche furono annessi al Regno di Sardegna.

L’annessione verrà ufficializzata con il plebiscito del 4 novembre 1860.

Dopo secoli di dominio e oppressione pontificia, Perugia è finalmente liberata.

Ora è facile capire perché il governo perugino decise di dedicare la piazza più importante della città a quest’avvenimento.

Dopo questo piccolo (ma doveroso) excursus storico, possiamo fare quello che più ci piace; iniziamo a gironzolare per la piazza.

Arrivando da via Calderini (ci eravamo lasciati lì l’ultima volta che abbiamo passeggiato per Perugia, vi ricordate? Se volete, potete rinfrescare la memoria cliccando qui), entriamo in piazza e non possiamo fare altro che rimanere affascinati dall’armoniosa bellezza che si è mostrata ai nostri occhi.

Alla nostra destra il duomo di San Lorenzo, di cui possiamo vedere la fiancata (Perugia è tra le pochissime città in Italia, se non l’unica, in cui la facciata frontale del duomo non dà sulla piazza principale).

La fiancata è caratterizzata dalle “Logge di Braccio”, opera commissionata da Braccio Fortebraccio da Montone nel 1423.

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Facciata laterale del duomo che affaccia sulla piazza. a sinistra le logge di Braccio

I lavori della cattedrale, ispirati da un progetto di Fra Bevignate nel 1300, furono iniziati nel 1345 e completati nel 1490, dopo tantissimi ampliamenti e modifiche.

Se salite le scale del duomo, noterete subito lo stacco cromatico (e di materiale) tra i rombi in marmo rosa e bianco e la parete superiore. Quei rombi furono prelevati dalla cattedrale di Arezzo, dopo la vittoria nella battaglia del 1335.

Ai lati della porta troviamo la statua di papa Giulio III (uno dei pochi papi simpatici ai perugini perché riportò le magistrature locali) e un piccolo pulpito da cui predicava, tra gli altri, San Bernardino da Siena.

La porta principale, come già detto, non è quella che dà su Piazza IV Novembre, bensì è quella che affaccia su piazza Danti (per trovarla basta che proseguiate la strada tenendovi piazza e duomo alla vostra sinistra).

L’interno del duomo di Perugia è un trionfo di bellezza e di maestosità; le navate, lunghe quasi 70 metri e alte 25, vi faranno sentire piccoli piccoli.

Appena entrati, sulla sinistra, protetta da un cancello e da ben quattordici serrature, si trova la reliquia dell’anello nuziale della Vergine Maria.

Non siamo soliti mostrare gli interni degli edifici da visitare, ma per il duomo facciamo una piccola eccezione… 😉

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L’interno del Duomo di Perugia

Davanti a noi, la bellissima Fontana Maggiore, realizzata da Nicola e Giovanni Pisano (contribuì alla costruzione anche fra Bevignate) nel 1278; essa, inizialmente, era alimentata dal nuovissimo (per l’epoca ovviamente) acquedotto di Monte Pacciano.

Presto però l’acquedotto cominciò a non essere più sufficiente per il fabbisogno della città e cominciò a dare problemi.

La fontana è composta di due vasche in pietra serena (la pietra di Assisi), sormontate da una tazza bronzea e dal gruppo delle tre ninfe.

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La Fontana Maggiore vista dall’alto – foto del portale turismo del comune di Perugia

La bellezza della Fontana Maggiore risiede, oltre che nella qualità artistica con cui è stata realizzata, nella filosofia del suo essere.

Le decorazioni, non solo rappresentano uno stupendo esempio di arte gotica, ma compongono una vera e propria enciclopedia, adatta a tutti i ceti sociali, secondo le proprie possibilità.

La vasca inferiore è decorata con sculture che si rifanno alle simbologie agrarie e di cultura feudale (il calendario dei lavori agricoli per intenderci); oltre a questo, sono rappresentati i mesi dell’anno e i segni zodiacali.

La vasca superiore, composta da 24 nicchie, rende omaggio al sapere universale (sono raffigurati il fondatore di Perugia Euliste, figure bibliche, il Trasimeno, la stessa Perugia…

Intorno ad essa, ci sono delle scritte in latino, che cominciano cosi:

“Guarda tu che passi, la gioconda vita di questa fontana. Se osservi bene puoi vedere cose mirabili. Sant’Ercolano o Lorenzo non cessate di implorare, che conservi le acque colui che siede sopra gli Astri.

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Fontana Maggiore by night

Vorrei continuare, perché la fontana meriterebbe più attenzione… ma vi toglierei il gusto di venire a vedere di persona… 😉

Girandoci in direzione di Corso Vannucci, a destra, non potete non notare l’edificio simbolo di Perugia nel mondo; il Palazzo dei Priori.

La costruzione iniziò nel 1293; nel tempo furono acquisiti gli edifici circostanti e “inglobati” nel palazzo, che continuava a crescere di dimensioni.

Nel frattempo il clero (che ovviamente non poteva avere un “palazzo del potere più piccolo”) ampliava il duomo.

Della guerra a “chi ce l’ha più grosso”, ne beneficiarono soprattutto i perugini, che oggi hanno ricevuto in eredità una delle più belle piazze d’Italia.

Tornando al palazzo dei Priori, saliamo la scalinata che ci troviamo dinanzi ed entriamo nella Sala dei Notari (così chiamata perché ospitò l’Udienza dei Notari).

Sopra la porta, i simboli del leone (fazione guelfa) e del grifo (Perugia) ci accolgono.

Come sempre noi non vi diremo cosa vedrete varcata la porta; è compito vostro scoprire cosa c’è. Posso però dirvi che la sala dei Notari lascia ogni volta a bocca aperta chiunque entri, perugini e non.

Usciti dalla Sala dei Notari, alla vostra sinistra ci sono delle scale che portano ad un’altra sala, la Sala della Vaccara.

Ci sono molte ipotesi sull’origine del nome; la più probabile è che sia riferita alle pergamene (vacchette) che contenevano i registri del comune e che in quella sala erano conservate.

Scendiamo le scale e dirigiamoci a sinistra; finito il palazzo c’è una viuzza, Via della Gabbia. Lungo il muro di palazzo dei Priori, erano appese le “gabbie” dei detenuti.

Non era raro vedere cadaveri di persone lasciati morire dentro le gabbie dopo aver commesso furti o omicidi, a monito per tutti quelli che intendevano delinquere.

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Palazzo dei Priori visto da maestà delle volte; a destra via della Gabbia – foto di Sergio Speziali

Tra il palazzo dei Priori e il duomo sorge il palazzo del Vescovato. Costruito nella seconda metà del XVII ha avuto una storia piuttosto travagliata, danneggiato e ricostruito più volte.

Dalla parte opposta, chiudono la piazza palazzo Ermanni Conestabile della Staffa e il palazzo Friggeri.

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Palazzo Conestabile della Staffa e Friggeri. In alto a destra, il leone e il grifo, custodi dell’ingresso della Sala dei Notari – foto di Sergio Speziali

Dirigetevi al centro di Piazza IV Novembre e, per un momento, immaginate di essere nel XVIII secolo; intorno a voi eminenze rosse e grigie, predicatori, pellegrini e furfanti, cantastorie e ciarlatani, venditori di stampe e di lanterne, insieme alla loro mercanzia, si scambiano notizie e pettegolezzi.

Tutto questo, unito al rumore delle botteghe degli artigiani, ha fatto da sottofondo al luogo simbolo di Perugia per eccellenza, in una storia lunga secoli.

Da qualche anno a questa parte Piazza IV Novembre sta riacquistando la centralità che gli spetta di diritto, grazie all’interesse mostrato sia dalle varie amministrazioni comunali, sia dagli organizzatori di grandi eventi, che hanno riscoperto la magia di questo luogo.

Se possiamo, vorremmo consigliarvi un libro che a noi è piaciuto molto e che vi permette di capire tantissime cose di Perugia

Da questo punto, da Piazza IV Novembre, partiranno le nostre passeggiate alla scoperta dell’acropoli.

Abbiamo pensato molto a come proporre la visita di Perugia e il modo migliore che ci è venuto in mente, è quello di visitare tutti i Rioni, uno a uno, per non perdersi niente di questa fantastica città.

Prossima tappa il Rione di Porta Santa Susanna.

STAY WANDER

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