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Lago Trasimeno – Una storia lunga 20 milioni di anni

Ben trovati Wander Travelers… conoscete il Lago Trasimeno? Splendidi panorami, tramonti mozzafiato, borghi incantevoli, buon mangiare…

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Uno dei fantastici tramonti che il lago Trasimeno vi può offrire. Foto di Sergio Speziali

Parleremo di tutto questo nel blog… ma con calma.

Il lago Trasimeno è una meraviglia da gustare un po’ per volta, adagio, assaporando ogni momento passato sulle sue rive, come si gode di una leggera brezza dopo una giornata afosa.

Ho pensato di cominciare la serie degli articoli dedicati al lago in maniera un po’ diversa dal solito; sapete come si è formato? Com’è cambiato il paesaggio nel tempo, fino a raggiungere lo splendore che è ora? Come si sono formate le isole al suo interno?

Ecco… ho deciso di cominciare da qui, dalla mia materia universitaria: La geologia.

Rovistando nei vecchi appunti, ho scovato una lezione tenuta dal preside della mia facoltà (il professor Massimiliano Barchi) in cui si parlava di studi e indagini effettuate nel lago per riuscire a ricostruirne la storia.

Tra le favolose lezioni del mio professore, i quattro scarabocchi che ho conservato e la memoria da studente rispolverata per l’occasione, ho messo insieme tutti i pezzi necessari per raccontarvi la favolosa storia del lago Trasimeno. Mettetevi comodi…

PARTIAMO!!!!

Il Lago Trasimeno, il più grande lago dell’Italia peninsulare con i suoi 120 km2 di estensione, ha origini completamente diverse dagli altri grandi laghi italiani.

I laghi alpini (Lago di Garda, Lago Maggiore, Lago di Como, Lago d’Iseo) sono di origine glaciale; essi si sono formati in seguito al riempimento di valli scavate dai ghiacciai durante il Quaternario (periodo geologico tuttora in corso e cominciato circa 2,5 milioni di anni fa).

I laghi laziali (Laghi di Bolsena, Vico, Bracciano,) sono di origine vulcanica: le caldere dei vulcani (le bocche da cui usciva lava) sono state riempite via via dalle acque.

Il lago Trasimeno ha origini tettoniche. Le acque hanno riempito una depressione formatasi in seguito al movimento della crosta terrestre; i movimenti della crosta avvengono lungo dei piani di scorrimento (faglie) che rappresentano il piano di rottura dove scorre e si muove la crosta.

Ultimamente, dopo i recenti terremoti che hanno colpito Amatrice, Norcia e Castel Sant’Angelo sul Nera si è sentito molto parlare di faglie; ne ho sentite di tutti i colori a dir la verità.

Una mattina, mentre facevo colazione al bar, due ragazze parlavano del fatto che la faglia di Amatrice, arrivasse addirittura in Giappone, poiché c’erano stati dei terremoti che secondo loro erano riconducibili a questo.

Vi giuro, avrei preferito versarmi il cappuccino bollente nelle orecchie.

Senza che vi annoi sulla definizione di faglia, vi rimando al link di wikipedia che ci dice tutto quello che ci serve di sapere su cosa è una faglia e come funziona.

Finito questo piccolo inciso, torniamo al nostro lago.

Il lago Trasimeno, a differenza dei laghi di origine vulcanica e glaciale, è un lago laminare.

La sua profondità massima è di circa 6 metri, a differenza di Bolsena (151 m, vulcanico) Garda (346 m, glaciale).

Nel corso dei secoli, in seguito a periodi particolarmente siccitosi, la vita del lago è stata più volte messa a repentaglio, a causa proprio della scarsa profondità.

Nel 2003 il lago Trasimeno arrivò a registrare picchi negativi di -190 cm dallo zero idrometrico.

Dal punto di vista geomorfologico, il lago Trasimeno si trova a cavallo di due importanti depressioni tettoniche, la Val di Chiana e la Val Tiberina.

Ora, mi rendo conto che sto mettendo moltissima carne al fuoco, parlando di faglie, piani di rottura, depressioni tettoniche (queste ultime non sono altro che buche molto grandi ;-)) ma abbiate pazienza; un po’ di linguaggio tecnico devo utilizzarlo. Prometto di essere il più chiaro possibile.

Sapete che un tempo, il lago Trasimeno era un golfo del mar Mediterraneo? Com’è possibile?

La risposta è individuabile in due fenomeni geologici importantissimi che hanno contribuito a modellare il paesaggio cosi come adesso lo osserviamo: orogenesi, trasgressione e regressione marina.

Le montagne si formano in seguito allo scontro delle placche litosferiche, che generano pressioni in grado di rompere, piegare e sollevare la terra.

Nel corso di milioni di anni queste pressioni sono in grado di formare le montagne; questo processo geologico è detto orogenesi.

La catena Appenninica si è formata proprio in questo modo, ed è costituita da unità tettoniche (non sono altro che porzioni di crosta) sovrapposte.

La zona del lago Trasimeno è stata interessata da fenomeni di tettonica compressiva nel corso del Miocene, circa tra 18 e 12 milioni di anni fa.

Una volta che la catena emerge, inizia il processo di erosione da parte degli agenti esogeni (acqua, vento, sole, neve, ghiaccio).

Il Mediterraneo, a seguito di una fase erosiva particolarmente intensa (5,5 milioni di anni fa, corrispondente alla fine del Miocene), rimane isolato dalla circolazione oceanica ed è rapidamente disseccato dall’evaporazione, con un abbassamento del livello marino di circa 1500 m (per intenderci 200 metri in più dell’altezza del Subasio, una bella massa d’acqua insomma).

L’abbassamento del livello del mare provoca un forte aumento dell’attività erosiva.

Proprio in questa fase, si forma un paesaggio fluviale molto articolato; una delle valli formatasi da questo processo, ospiterà il Trasimeno.

Con la fine della crisi Messiniana (periodo geologico), il livello del mare risale rapidamente e all’inizio del Pliocene (circa 5 milioni di anni fa) raggiungendo il suo massimo livello (trasgressione marina).

Il Tirreno s’insinua profondamente tra le strutture emerse dell’Appennino; le zone più alte rimangono emerse, mentre le zone più depresse sono allagate.

Il tratto marino più orientale occupava l’attuale bacino della Val di Chiana, e il Lago Trasimeno ne costituiva un Golfo.

Alle fasi orogeniche (compressive) segue una nuova fase tettonica di tipo estensionale o distensivo (ad esempio i recenti terremoti del 2016 di Amatrice e Norcia si sono generati su faglie dirette, avendo perciò una cinematica distensiva), che andrà a modellare, come le conosciamo ora, la Val di Chiana e la Val Tiberina.

Il lago Trasimeno si colloca in mezzo alle due valli, lungo la dorsale che le separa. Verso la fine del Pliocene (circa 3 Milioni di anni fa) il mare si ritira temporaneamente dalla regione (regressione marina).

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La posizione del Lago Trasimeno dopo la trasgressione marina del Pliocene e l’inizio della fase tettonica distensiva. Schema tratto dall’articolo del professor Barchi.

La successiva trasgressione marina, nel Pleistocene inferiore (circa 2 Milioni di anni fa), procede da Sud e non raggiunge la latitudine del Lago Trasimeno.

Da questo momento, il Trasimeno non avrà più contatti con il mare.

La tettonica però, continua a essere attiva, mentre il clima continua a cambiare.

Verso la fine del Pleistocene inferiore (fra 1.4 e 0.7 Milioni di anni fa) il mare si ritira definitivamente dalla regione, che subisce un lento ma costante sollevamento (pochi decimi di millimetro ogni anno).

In questa fase si formano una serie di piccoli bacini lacustri o palustri, in parte isolati, la cui subsidenza (l’abbassamento del suolo) è legata al proseguire dei movimenti tettonici.

In uno di questi bacini, quello di Pietrafitta, si depone uno spesso banco di lignite, da cui un milione e mezzo di anni dopo i paleontologi estrarranno i resti fossili di una ricca fauna, oggi conservata nel Museo Fossile.

Il Trasimeno, oltre che risorsa da tutelare, rappresenta una vera e propria enciclopedia del tempo, grazie al quale è stato possibile ricostruire la storia geologica di questa parte della nostra regione.

Spero che il discorso appena fatto sia stato chiaro e comprensibile; non mi sono addentrato nello specifico perché non ci serve di sapere per filo e per segno la storia del Trasimeno.

Il nostro scopo è di rendervi consapevoli che ogni volta che ammirerete un tramonto al lago, starete osservando un paesaggio che si è formato in 20 milioni di anni.

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Panoramica del Lago Trasimeno, un paesaggio tuttora in evoluzione. Foto di Sergio Speziali

Per i più curiosi: di seguito il link per leggere l’articolo completo sulla storia del lago Trasimeno, scritto da M.R Barchi et al.

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