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Corciano – Borgo medievale a due passi da Perugia

Ben ritrovati Wander Travelers… Siete in viaggio in Umbria e avete un pomeriggio libero, non sapendo cosa fare? Vi consigliamo di visitare Corciano.

In passato io e Monica siamo stati spesso a Corciano, per prendere un gelato o per fare una semplice passeggiata, rimanendo non più di un’oretta.

Ci siamo tornati di domenica con l’intento di raccogliere informazioni da potervi dare… Abbiamo passato un pomeriggio intero camminando su e giù per le sue viuzze, scoprendo i suoi vicoli più nascosti, incontrando le persone che abitano questo splendido borgo e chiedendo informazioni sulla loro città.

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Monica a passeggio per Corciano
Siamo rimasti stupiti dalla profonda conoscenza del territorio dei corcianesi, e l’incrollabile attaccamento al loro piccolo borgo, non a caso eletto tra i “Borghi più belli d’Italia”.

Siete pronti a scoprire Corciano, la sua storia e le sue vie??

Let’s go!!!

Secondo la leggenda, narrata ne “Il conto di Corciano e Perugia”, Corciano fu fondata da Coragino, eroe troiano che arrivò in Umbria insieme ad Euliste (Ulisse), fondatore di Perugia. Un giorno Euliste disse a Coragino che aveva fondato Perugia per sé e per la sua famiglia… Non per altri…

Coragino captò il messaggio, neanche troppo sibillino, e se ne andò da Perugia, incamminandosi con altre famiglie verso Ovest. Varcata la “Montagna Alta” (Monte Malbe il nome attuale), scoprirono un territorio ricco di acqua, selvaggina e vegetazione. Coragino e gli altri decisero di stabilirsi qui… Comincia ufficialmente la storia di Corciano.

Le vicissitudini di Corciano, data la vicinanza a Perugia, sono strettamente legate ad essa.

Ad esempio, nell’Agosto del 1310, i soldati corcianesi combatterono a fianco di quelli perugini contro Todi. I soldati tuderti avevano occupato buona parte del territorio perugino e questo ovviamente non era gradito ai signori di Perugia. I due eserciti respinsero i tuderti attraverso la vallata fino alle porte della loro città; tornando indietro, portarono a Corciano alcune pietre tolte dal ponte di Monte Molino (trofeo di guerra) e le murarono nell’arco di ingresso al paese, ancora oggi chiamato Arco della Vittoria, sulla cui sommità è posizionata una lapide commemorativa.

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Tavoletta di cotto con la storia o il nome dei monumenti
Tra gli episodi più importanti della storia di Corciano, non possiamo non citare i tentativi di assedio di Braccio Fortebracci da Montone, che cercò a più riprese di conquistare il castello corcianese.

La prima volta (1415) le truppe di Corciano riuscirono a respingerlo, ma nulla poterono nel 1416 davanti alla forza e all’impeto di Braccio, che nel 1417 conquistò anche Perugia.

Ci sarebbe ancora tanto da parlare riguardo alla storia di Corciano, ad esempio della lotta delle due famiglie perugine Oddi e Baglioni, che inevitabilmente coinvolsero il territorio corcianese, oppure la visita di Papa Giulio II nel 1506, dell’arrivo dei piemontesi, la liberazione dal fascismo…

Non è questo il nostro compito vero?? Per questo ci sono le guide.

Cominciamo a girovagare per Corciano…

Arrivando in macchina, procedete lungo via Roma, la via che costeggia le mura, e continuate fino a che non trovate uno spiazzo sulla sinistra (via Roma nel frattempo è diventata via Cornaletto prima e via Francesco Ballerini poi); qui trovate un primo parcheggio, nei pressi dell’infopoint turistico (la guida turistica che vendono qui è molto ben fatta, 10 euro di spesa).

Una volta lasciata la macchina, trovate delle scalette che vi porteranno in via Fabrizio Ballerini; seguite questa via andando verso destra. Cominciate a guardarvi intorno, godete del panorama che spazia su tutta la valle (sapete che una volta questa valle era ne più ne meno una palude?).

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Lo splendido panorama di cui gode Corciano
Toccate la pietra con cui sono fatte le case, proveniente dal monte che si trova dietro Corciano (Monte Malbe)… Pietra dura, compatta, adatta a resistere nel tempo, adatta a proteggere… Proseguendo, a sinistra troverete un arco (via Mattioli), mentre a destra avrete un bellissimo scorcio del monastero di S.Agostino, edificato intorno al 1313, oggi proprietà privata.

Proseguendo per un centinaio di metri, troverete alla vostra destra Porta Santa Maria, il simbolo di Corciano nel mondo, e subito dietro l’arco della Vittoria, di cui abbiamo già parlato. La porta era la via di accesso principale alla città nel XIV sec.

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Porta Santa Maria
Se la attraversate e la osservate dall’esterno, godetevi la bellissima contrapposizione del torrione, basso e tozzo, (datato 1482) costruito per ospitare i soldati e per fornire un valido riparo dagli assedi, e la figura alta e snella della torre della chiesa di Santa Maria Assunta.

Attraversate l’arco della vittoria e salite la scalinata che vi porterà davanti alla chiesa e alla torre. La chiesa è quella di riferimento per tutte le altre della città, conventuali o parrocchiali che siano.

Se alzate lo sguardo verso la cima della torre, potrete scorgere la “Leona”, la campana grande che pesa più di dieci quintali; si chiama cosi in ricordo di papa Leone XIII, pontefice regnante al momento della sua realizzazione.

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La chiesa di Santa Maria Assunta e la torre
Come sempre, la peculiarità di un vero Wander Traveler è il piacere di scoprire; per questo non parleremo dell’interno della chiesa, ma vi possiamo consigliare vivamente di visitarla.. ;-).

A questo punto finite di salire le scalette e vi ritroverete in Corso Cardinale Rotelli.

Noi vi aspettiamo qui, vicino alla fontana; voi salite verso destra e perdetevi nei vicoletti di Corciano alta, assaporate il silenzio di questa parte della città e gustatevi la cura con cui i corcianesi trattano il loro paese.

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Tipica via corcianese
Ogni tanto potreste vedere due porte, una a fianco dell’altra, facenti parte della stessa casa; una delle due, più piccola e rialzata rispetto alla principale, è detta la “porta del morto”.

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La porta principale e a fianco la porta del morto rialzata
Tradizione vuole che da li passassero le bare, ma non credo che nel medioevo avessero tempo e denaro da investire nella costruzione di una porta da usare una volta sola nella “vita”. Più probabile è che la porta del morto servisse ad entrare nelle rimesse degli attrezzi o ad altri luoghi contigui alle case.

Quando sentite che il vostro spirito si sia riempito di “corcianità” scendete nuovamente alla fontana per proseguire il viaggio insieme.

Corso cardinale Rotelli ha una miriade di vie e viuzze che si possono esplorare, ognuna delle quali vi stupirà per una sua peculiarità (un lampione, una porta, una pianta, una signora del posto che sarà ben felice di raccontarvi qualcosa).

Vi consigliamo di imboccare  via del Girone e girare a sinistra, una volta che la via si incrocia con via Ballarini (il nostro è solo un consiglio, come sempre i più bravi esploratori del mondo siete voi).

Volgete lo sguardo a destra e in lontananza, se è una bella giornata, potrete scorgere la sagoma di monte Acuto.

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Monte Acuto al tramonto
Via Ballerini ad un certo punto si biforca; noi andiamo tutto a sinistra, oltrepassiamo un arco e ci ritroviamo in una piazzetta, il cui edificio principale è sede de comune di Corciano.

Il nostro giro è finito.

Volete sapere cosa abbiamo fatto noi? Una volta finito il giro, ci siamo guardati e abbiamo deciso di passare per tutte quelle strade che avevamo saltato.

Corciano è bella per quanto è piccola, per questo ci sembrava giusto godere di tutte le sue vie, allo stesso modo e indistintamente. Se anche voi farete il secondo giro, vi stupirete di quanto vi piacerà più del primo. A questo proposito, cercate via del Moro e imboccatela; sono presenti tantissime targhe, sia delle varie frazioni del comune di Corciano, sia degli avvenimenti storici più importanti… Molto suggestivo.

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Targa in cotto del comune di Corciano
Vi salutiamo citando un passo del libro “Viaggio in Umbria” di Averardo Montesperelli che, molto meglio di noi, riesce a trasportare i viaggiatori nella “corcianità”.

“(…) tutta la realtà di Corciano si conclude nelle sue case, nei suoi minuscoli giardini pensili, nella cinta delle sue mura, nella strada che corre sui suoi spalti. Il tutto è nel colore della bella pietra viva di Monte Malbe, con variazioni di verdi ciuffidi parietaria e di rossi gerani. É quanto basta a creare una realtà atta a conciliare lo spirito con se stesso. Girare per queste viuzze ritorte e assurde, comprese entro casette fasciate di tempo e di umiltà, cogliere l’idillio che ad ogni passo nuovamente sboccia fra pietra e fiore, sostare qua e la nei brevi e improvvisi slarghia contemplare la scoperta di uno scorcio scenico che si direbbe creato da una fantasia di finezza impensabile, è ciò che corciano offre ad uno spirito che sappia cogliere il valore dell’offerta, suscitando in esso risonanze di poesia.”

Averardo Montesperelli

Viaggio in Umbria (1963)

 

STAY WANDER

 

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