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Assisi – Il viaggio continua

Ben ritrovati Wander Traveler… Siete pronti a riprendere la nostra camminata? Siete pronti a scoprire le meraviglie di piazza del Comune, della cattedrale di San Rufino, della Rocca Maggiore e tanto altro?

Prima di partire… Avete letto la prima parte della passeggiata per Assisi? Se non l’aveste fatto, basta cliccare qui.

Ora che siamo tutti pronti… Si parte!

Piazza del comune è il centro della vita cittadina, passata e presente. Ha la forma di un rettangolo ed è l’incontro degli assi viari principali della città. Saltano subito all’occhio la Torre del Popolo, il Tempio di Minerva (a fianco della torre), il Palazzo dei Priori e la fontana.

Il palazzo del capitano del popolo fu costruito tra la metà del XIII sec. e il 1282; la merlatura fu aggiunta nel 1927. La torre fu edificata nel 1305 e più volte restaurata e messa in sicurezza.

A fianco della torre, potete ammirare il tempio di Minerva. Esso fu costruito in età Augustea; rimasto in abbandono per tutto il medioevo, nel 1539 fu dedicato alla Madonna.

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La torre del capitano del popolo e il Tempio di Minerva – Foto di Raffaele Ariante

Non sono un esperto archeologo, ne un buon conoscitore dei beni culturali, però è chiaro che lo stato di conservazione di questo monumento è eccezionale.

Di fronte al palazzo del capitano del popolo troviamo il Palazzo dei Priori, sede dell’amministrazione comunale. Sotto il palazzo, sulla destra a fianco di un negozio di souvenir, potete vedere un arcone con la volta dipinta (la volta pinta). Se guardate bene, le raffigurazioni sono grottesche, ma un motivo c’è; per tantissimo tempo quell’arcone è stato l’ingresso di un bordello, e la porta d’ingresso la vedete davanti a voi, dove ora c’è una trattoria.

Praticamente in 4 passi all’interno della piazza ci siamo visti scorrere davanti 1200 anni di storia… Non male come inizio di passeggiata no?

Una volta ammirata la volta pinta, tornate in piazza e giratevi a sinistra (lato via Portica). Trovate l’ufficio informazioni turistiche (vi dovesse servire) la posta e un piccolo altare (da cui predicò nel 1425 San Bernardino, le cui prediche ebbero come effetto, tra le altre cose, la soppressione della battaglia dei sassi di Perugia) unica parte superstite della chiesa di San Nicolò, demolita per far posto al palazzo delle poste… Non credo che l’estetica della piazza ci abbia guadagnato, ma tant’è… Proprio qui tra l’altro, avvenne un episodio fondamentale nella vita di San Francesco. Francesco, raccolto in preghiera all’interno della chiesa di San Nicolò, ricevette la parola di Dio, che gli annunciava:

“Se vuoi esser perfetto, va et vendi tutte le cose che tu hai, et dalle a’ poveri, et troverai il tesoro in cielo”

Leggenda dei Tre Compagni

La regola delle regole per i francescani fu annunciata a Francesco nella chiesa di San Nicolò…

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l’altare della chiesa di San Nicolò

Dopo aver fatto il turista modello, aver visitato i monumenti della piazza che tutte le guide e gli opuscoli del mondo suggeriscono… Cambiamo modo di visitare Assisi.

Siete pronti?

Attraversate la piazza tenendovi sulla sinistra; finiti i palazzi che affacciano sulla piazza, imboccate via della Fortezza, che comincia con una bella cordonata (scalinata). Salite fino a che la scalinata gira a sinistra. Vicolo della Fortezza diventa via Tiberio d’Assisi; non ci sono monumenti da segnalare, guide che vi diranno cosa e dove guardare; quello che ammirare lo decidete voi. Siete immersi all’interno del tessuto urbano e più intimo di Assisi.

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La cordonata di vicolo della Fortezza

Man mano che salite, giratevi indietro… la città sottostante comincia a fare capolino dai tetti delle case, e potreste ritrovarvi a fare degli scatti inusuali…

Vicolo Tiberio d’Assisi termina al crocevia con via Capobove e via Santa Maria delle Rose. Io ho scelto di prendere quest’ultima via, ma voi fate quello che vi sentite di fare, in assoluta libertà e autonomia. Via Capobove prosegue fino a diventare via Santa Croce, che si unisce a via del Colle salendo, o via San Paolo scendendo.

Via Santa Maria delle Rose è una via tipicamente assisana, il cui nome deriva dalla bellissima ex chiesa che troverete percorrendola, poco prima di piazza san Rufino.

All’interno dell’edificio, potete trovare la mostra permanente di Guido Dettoni. Oltre questo, se vi girate potrete godere di un panorama di tutto rispetto.

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Il panorama da Santa Maria delle Rose

Intravedete la mole imponente di San Rufino?

Bè… Non è ancora arrivato il momento di visitarla.

Prima di farlo, a fianco del portone di Santa Maria, c’è un arco con una strada che sale; se la imboccate, vi ritroverete in via Giovanni Joergensen, illustre poeta che si innamorò di Assisi e di San Francesco. Joergensen dimorò diversi anni nella città serafica; nel 1907 scrisse la biografia di Francesco. Il successo dell’opera gli valse la cittadinanza onoraria di Assisi.

” Le gradinate e le vie della città parevano condurmi alle stelle… Si, è la strada che mena al regno dei cieli”

Giovanni Joergensen

Percorrete via Joergensen fino ad arrivare ad una cordonata (vicolo San Lorenzo). Scendete in via Porta Perlici e girate a destra, in direzione di San Rufino, la cattedrale di Assisi.

La cattedrale, uscendo dai vicoli stretti di Assisi, quasi ci assale, maestosa e imponente. Immaginate nel medioevo, quando si cantavano le laudi, alla luce delle torce, con la sagoma scura del duomo dietro, i frati vestiti e chinati nei loro libri… Suggestivo è dir poco…

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La cattedrale di San Rufino

Ho cercato le parole per descrivere la cattedrale, e cosa volesse e potesse significare per un assisano. Nelle mie ricerche, mi sono imbattuto in un libro preso alla biblioteca comunale di Assisi (via San Francesco) di uno dei suoi più illustri concittadini: Arnaldo Fortini.

Leggendo le sue parole, mi sono sentito un po’ assisano pure io; per questo, credo che nessuno meglio di lui possa descrivere cosa rappresenta il duomo di San Rufino.

San Rufino non è la cattedrale di Assisi… San Rufino è Assisi…

“La facciata della cattedrale, la domus, la casa del popolo, la patria, la chiesa, il luogo destinato alla trattazione degli affari più gravi, della pace e della guerra del Comune, la culla, la tomba, la facciata di quel luogo doveva contenere tutti i simboli, e tutte le allegorie, la vita e la morte, la virtù e il peccato, la realtà e il sogno, la storia vissuta d’ogni giorno, e le fantasticherie più bizzarre, doveva essere quasi un poema didattico scolpito, un’enciclopedia per la gente del popolo che non capiva la lettera.

Dalla creazione si va fino all’avvenimento del giorno della vita della città di cui oggi è persa ogni traccia, squarcio di cronaca fissato nella pietra.

Cristo Salvatore trionfa Agnello con la Croce, Leone che stritola la morte, Ostia del Sacrificio, Fonte di purificazione; e intorno a Lui tornano di continuo i simboli dei quattro Evangelisti: l’Aquila, L’Angelo, il Bue, il Leone.

Pietro parla con un gesto ampio, Paolo mostra aperto il volume delle sue Epistole, Rufino vescovo, stringe contro il cuore il libro dell’Evaugelo, le teste dei santi diaconi spirano l’orrore e la pietà come dopo il supplizio. Tutta la leggenda dei martiri rivive, mentre la religione di Cristo ascende trionfante con tutti i suoi simboli, la Vergine e il Bambino Gesù, i Magi coi loro doni, il sacerdote che battezza e quello che purifica, il Serafino che fa l’offerta dell’incenso a Dio, l’Angelo Custode, fratello vigile dalla nascita alla morte.

Ed ecco le creature della vita, quelle buone e quelle cattive, i leoni, le aquile, i lupi, i vitelli, il cane, il pesce, il cervo, la gallina, il cammello, la civetta, il serpente, il pavone; ed ecco le figure del sogno e della fantazia, gli animali fantastici, i dragoni dalle lunghe code, i grifi alati e squamosi, i cavalli con la testa umana. Essi si azzuffano, si mordono, si attorcigliano, mostri spaventosi e feroci, simboli del diavolo, espressione del fascino pauroso dell’inferno.

Ed ecco ombre, premio a coloro che sono nella verità, le sottili volute di foglie e di fiori, che si piegano in eleganti ghirlande, su cui vengono a posarsi le colombe, le snelle figurine che danzano in segno di giubilo, tenendosi per mano.

La vita dell’antica città medievale ritorna anch’essa in piccoli quadri che sono come miniature sulla pietra tormentata dallo scalpello, lavori di passione e di pazienza, per la gloria della cattedrale e del suo popolo. L’arciere tende il suo arco, il suonatore è intento al suo strumento, il venditore d’uva porge il cesto colmo di frutta.

Su in alto si snoda, leggere ed elegante, la galleria con la sua bella fuga di colonne, ride la grazia dei tre magnifici rosoni.”

Arnaldo Fortini – Nova Vita di San Francesco

 

All’interno della cattedrale c’è il fonte battesimale in cui fu battezzato San Francesco, e oltre questo, se guardate bene, potrete scorgere delle vecchie mura romane lungo il pavimento, oltre che una chiesetta.

Vi ho incuriosito abbastanza per venire a visitare San Rufino?

La nostra passeggiata a questo punto prosegue.

Tornate verso via Porta Perlici e imboccate via Montecavallo (lo trovate sulla destra).

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Via Montecavallo

Godetevi questa via e la sua tranquillità, la sua pace… Io ci sono passato in una giornata uggiosa; il giorno prima aveva piovuto. L’odore della pioggia, dei fiori, delle piante e del fumo dei camini si mescolava, creando una fragranza quasi magica; di colpo la vita frenetica è sparita, Sono rimasto solo io, il profumo di Assisi e la quiete… Via Montecavallo mi ha regalato i cinque minuti più belli di tutta la giornata.

Arrivati all’incrocio con vicolo Bovi, girate a sinistra e proseguite fino a che non incontrate via del Comune Vecchio. Girate a destra e vi ritroverete lungo la statale. Arrivati alla statale voltate a sinistra e dirigetevi verso quel ciuffo di case che vedete, dall’altra parte della strada (via Anfiteatro romano).

Siete arrivati all’Anfiteatro Romano.

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L’Anfiteatro Romano – Foto di Beatrice Boccacci

Non è cosi facile scorgerlo… dovrete salire dopo aver imboccato via dell’anfiteatro romano… et voilà…

Fu costruito nel I secolo d.C. ed è rimasto conservato grazie alla disposizione degli edifici medievali, che ne hanno conservato la forma. Meritano una menzione anche le fonti, che potrete trovare in prossimità dell’Anfiteatro.

Da via dell’Anfiteatro, attraversiamo la strada e imbocchiamo vicolo del Maniscalco. Al crocicchio con via porta perlici proseguiamo dritto e cominciamo la scalata verso la Rocca di Assisi.

La passeggiata verso la cima durerà 10-15 min, nel frattempo vi do qualche informazione sulla rocca; soprattutto durante la salita guardate il panorama, splendido ovunque vi giriate.

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La Rocca di Assisi

La Rocca domina da più di 800 anni la città di Assisi e tutta la valle del Tescio, costituendo la roccaforte più importante per la loro difesa.

Si hanno notizie di una prima fortificazione già nel XII secolo, ad opera dell’arcivescovo Cristiano di Magonza.

Al centro di numerose battaglie, la Rocca Maggiore si è trovata a cambiare più volte capitani di ventura sostenuti da eserciti di mercenari. La fortezza è stata arricchita con l’allestimento di un Parco Medievale: la Sala delle Armi, la Sala del Banchetto e la Sala della Musica. Nella Torre del Maschio è esposta una mostra fotografica che illustra la più importante e sentita festa laica della città di Assisi, il Calendimaggio (primo mercoledi, giovedì, venerdì e sabato del mese di maggio). La Nobilissima Parte de Sopra e la Magnifica Parte de Sotto si contendono con esecuzioni musicali e canore, rievocazioni di vita medievale e cortei storici l’assegnazione del Palio, decretata da una giuria di esperti, registi, storici e musicologi.

Ovviamente parleremo approfonditamente del calendimaggio a tempo debito… 😉

Godetevi il panorama da quassù e aprite i polmoni… Aria cosi buona difficilmente si trova!

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Panorama dalla Rocca

Se volgete lo sguardo a sinistra, vedrete un’altra torre… Quella è la Rocchicciola.

In passato aveva la funzione di torre di guardia; numerose fonti affermano che la rocca e la rocchicciola, fossero collegate alla città di Assisi mediante dei tunnel sotterranei. In caso di attacco, gli assisani potevano percorrere i tunnel e ripararsi all’interno delle fortificazioni. Le porte di accesso sono state ritrovate; purtroppo i tunnel hanno ceduto sotto il peso della città e dell’assenza di manutenzione.

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Panorama dalla Rocchicciola – Foto di Beatrice Boccacci

Dalla rocca il panorama spazia praticamente su mezza Umbria. San Rufino, Santa Chiara, la torre del capitano del popolo, la basilica di San Francesco, Perugia a destra sui colli, Monte Tezio, Foligno, Spello, Spoleto, Santa Maria degli Angeli con la sua basilica… what else????

Quando siete pronti, cominciate la discesa, ma ovviamente cambiamo strada.

Scendendo, sul tornante, ci sono delle scalette; imboccatele e scendete fino a che non arrivate in via porta Perlici. Girate a destra e vi ritrovate in piazza san Rufino. Avete voglia di uno spuntino veloce? Magari uno spicchio di pizza? Sull’angolo della piazza c’è quello che fa al caso vostro: Pizzeria da Andrea (l’insegna è PIZZA AL TAGLIO). Per i più stanchi c’è anche una panchina (se la trovate libera). È una piccola pizzeria a conduzione familiare, e la pizza rispecchia il significato di famiglia: buona.

Provare per credere.

Una volta rifocillati, scendete lungo la via alla vostra destra (via San Rufino).

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Via San Rufino

Secondo il mio parere è la via più bella di tutta Assisi. Ogni volta che la imbocco, provo la stessa sensazione di benessere di quando apro la porta di casa mia.

La via vi permette di entrare nuovamente a Piazza del Comune, dove la nostra passeggiata era cominciata.

A questo punto che si fa? Abbiamo visto e camminato abbastanza… Di solito dopo una giornata impegnativa mi dedico a qualcosa di più rilassante… gironzolo per i negozi locali. Souvenir, prodotti tipici, abbigliamento, ceramiche, tessuti… Ad Assisi potrete trovare tutto quello che serve per soddisfare il vostro bisogno di compere. Tutti i negozi sono di persone che vivono ad Assisi. I vostri acquisti aiuteranno la loro attività ad andare avanti, i loro figli ad andare a scuola, la possibilità di andare al cinema, di cenare fuori e di permettersi una vacanza, proprio quello che state facendo voi ora.

Forse ogni tanto potrete trovare qualcosa più caro che nel supermegaiperstore… ma ricordatevi a cosa servono quei soldi in più che spenderete… e vedrete che sarete molto più contenti di aver acquistato!

Alla prossima passeggiata Wander Traveler

STAY WANDER

2 pensieri su “Assisi – Il viaggio continua”

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