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Assisi – L’inizio del viaggio!!!!

Ciao a tutti Wander Traveler!! Oggi vi porteremo alla scoperta di una delle città mistiche dell’Umbria, meta ogni anno di milioni di turisti: Assisi.

Assisi la potete scorgere in lontananza; adagiata sull’ultima propaggine nord-occidentale del Monte Subasio, rivolta verso Perugia e la valle del Tevere.

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Assisi vista dalla piana

A seconda dell’ora in cui arrivate, Assisi offre uno spettacolo unico; il mio preferito però è al tramonto, quando il colore rossastro della luce si riflette sulla pietra serena (il vero nome della pietra di Assisi è Scaglia Rossa, una formazione facente parte della successione deposizionale dell’Appennino Umbro Marchigiano, caratterizzata dall’alternanza di colore bianco e rosato, che la rende unica al mondo) e le luci cominciano a fare capolino dalle finestre.

Assaporate questo momento che la città vi offre; forse sarà il più bello di tutto il vostro soggiorno ad Assisi.

Avrete notato immediatamente la Basilica di S.Francesco e il convento, che si ergono maestosi sull’ultimo sperone di roccia prima del tuffo sulla piana.

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La Basilica e il convento di San Francesco

Insieme alla basilica di S.Francesco, svettano altre chiese e torri; non vi sarà sfuggita di certo la cupola della cattedrale di S.Rufino, la sagoma della basilica di S.Chiara e la torre del Popolo.

Sopra ad Assisi troneggia la Rocca Maggiore, le cui mura hanno ospitato parte della storia passata della città.

Ora amici Wander Traveler, è ora di immergersi con lo spirito e il corpo, alla scoperta della città Serafica.

Let’s go!!!!

Frequentando quotidianamente per motivi di lavoro Assisi, mi sono accorto che i tour organizzati (e i turisti “indipendenti”) arrivano alla basilica di S.Francesco, percorrono via S.Francesco, arrivano in piazza, la attraversano velocemente, giungono alla basilica di S.Chiara e se ne vanno, sicuri di aver visitato la città….

Assisi è altro….

Ovviamente queste sono le tappe fondamentali e irrinunciabili di una visita ma credetemi… La bellezza di Assisi risiede in altro.

Assisi è la città del silenzio, della quiete, della pace.

L’edilizia urbana di Assisi si è evoluta lungo la direttrice EST-OVEST. Le vie principali, poste una sopra l’altra, sono collegate da vicoli corti, stretti e ripidi, da scale ripide dette “cordonate”…. Qui va cercata Assisi.

Assisi è tra le viuzze e i vicoletti, tra gli oleandri e i vasi di gerani che troverete ad ogni finestra e balcone.

Assisi è tra i ruderi, tra i muri diroccati che fungono da confine per gli orti.

Assisi è negli scorci improvvisi che si aprono tra le case, in cui potrete scorgere, a seconda della direzione, la valle fino a Spoleto o il colle di Perugia e oltre.

Assisi è nei piccoli altari, disseminati ovunque, da cui vi sorridono delle piccole Madonne.

Assisi è sulle porte dei piccoli artigiani e dei negozi di souvenir, che ammaliano e attraggono.

Ma più di tutto, Assisi è San Francesco, ed è per questo motivo che la fretta non si confà a questi luoghi. Solo chi proverà a capire Francesco e la sua vita, il suo voto e le sue prediche, riuscirà a godere di questi luoghi.

Lasciatevi accogliere, lasciatevi trasportare indietro nel tempo e attraverso il tempo, scordandovi di avere un orologio… Anzi mettetelo via; spegnete il cellulare e godetevi la pace che solo questa città riesce a dare.

Il vostro primo appuntamento sarà sicuramente alla basilica di San Francesco. La prima cosa che vi consiglio, arrivando alla basilica, è ascoltare le campane. Alle 10:30 (anche ad altri orari) le campane suonano per qualche minuto, e se chiudete gli occhi, proverete un’impareggiabile sensazione di tranquillità; state preparando il vostro spirito all’ingresso in Basilica.

La Basilica fu costruita dopo la morte di Francesco, per celebrare le sue opere e la sua predica; a dirla tutta non credo che lui fosse molto d’accordo che gli fosse dedicata una chiesa cosi grande, rapportata tra l’altro alla PORZIUNCOLA, costruita proprio da Francesco e custodita all’interno della basilica di S.Maria degli Angeli.

In pochi posti al mondo avrete la possibilità di visitare una chiesa dentro un’altra chiesa….

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La Porziuncola, la chiesa costruita da S.Francesco e dai suoi primi discepoli

Tornando alla basilica di Assisi, il 29 Marzo del 1228 Frate Elia ottenne in nome del Papa la concessione di un pezzo di terreno appartenente a Pucciarello di Assisi; l’appezzamento aveva anche un nome poco rassicurante, Colle dell’Inferno. Questo appellativo deriva dal fatto che qui venivano eseguite le pene capitali; in poche parole Colle dell’Inferno era un luogo che gli assisani evitavano come la peste (se vi si dovevano recare, era un segnaccio!!!!). Frate Elia ne cambiò immediatamente il nome; d’ora in poi questo luogo sarà conosciuto come Colle del Paradiso (un pò più consono al luogo dove sorgerà una delle basiliche più importanti del mondo).

Frate Elia era decisamente una persona sveglia; in men che non si dica riuscì a raccogliere i fondi necessari per la costruzione. Il 25 Maggio 1230 il corpo di Francesco venne deposto nella nuova tomba, segno che almeno la basilica inferiore era compiuta. Sono bastati solo due anni a frate Elia per costruire la basilica inferiore!!!!

Nel 1231 Elia cominciò la costruzione della basilica superiore, che fu solennemente consacrata da Innocenzo IV nel 1253. Mi piacerebbe farvi vedere gli interni delle basiliche superiore ed inferiore ma non lo farò…. Questa è una parte del viaggio che dovrete fare voi cari Wander Traveler!!! Mi limiterò a farvi vedere l’esterno… 😉

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La Basilica inferiore di notte
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La Basilica superiore vista da via San Francesco

Vorrei però rendervi partecipi di un episodio. Un pomeriggio, gironzolando per il piazzale della basilica inferiore, mi sono avvicinato alla porta d’ingresso e ho cominciato ad osservare le persone che entravano e che uscivano.

I visi delle persone che escono dalla basilica, sono visi pieni, soddisfatti, sereni. Non saprei dire se sia stata solo una mia impressione, ma sono sicuro di una cosa: che voi siate credenti o atei, troverete sicuramente dei buoni motivi per godere dello spettacolo della basilica di S.Francesco eletta nel 2000 dall’Unesco patrimonio dell’Umanità.

Una volta usciti, non vi affrettate subito alla prossima meta; è questa qui la differenza tra un soggiorno di qualità e una maratona culturale. Non sarete più bravi o più forti se riuscirete a vedere tutto quello che vi dicono di vedere, nel minor tempo possibile.

Gironzolate un po’, fate delle foto, soffermatevi ad osservare quello che vi sta intorno, non importa cosa. Respirate l’aria di Assisi e del monte Subasio…. Rallentate….

A questo proposito vorrei condividere con voi quella che secondo me è la più bella preghiera francescana, un magnifico omaggio alla natura e alle sue creature.

 

Cantico Delle Creature

« Altissimu, onnipotente, bon Signore,

tue so’ le laude, la gloria e ‘honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta. 

Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba. 

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

 Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace, ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male. 

Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate »

Una buona guida parla anche di storia no? Qualcosina vi dirò pure io, cosi non sarete costretti ad accendere il cellulare per cercare informazioni.. 😉

Assisi affonda le sue origini addirittura nel Neolitico; i territori erano abitati da una tribù di umbri (IX-VII sec a.C.) che presto fu spazzata via dalla civiltà etrusca, molto più potente ed organizzata. Nel 295 a.C. con la battaglia del Sentino, i romani conquistarono tutta l’Italia centrale e la città prese il nome di Asisium.

Non si sa con precisione l’origine del nome; c’è chi lo attribuisce al torrente che scorre ai piedi della città (Assino) e c’è chi sostiene che il nome Assisi derivi dal nome di un animale (il falco) e quindi significhi “città del falco”.

Uno degli eventi più importanti per la città è l’inizio della cristianizzazione del popolo, operata a partire dal III secolo dal vescovo Rufino, divenuto poi martire a cui in seguito fu intitolata la cattedrale della città.

Con il crollo dell’impero romano, Assisi come Perugia e come tutta l’Italia furono preda delle invasioni barbariche.  Ad Assisi, nel 545, Totila (lo stesso che uccise Ercolano a Perugia; se non avete letto l’articolo sulla storia di Ercolano, lo potete fare cliccando qui) e i suoi Goti, saccheggiarono la città.

Passarono gli anni e si succedettero i signori a governo della città, fino a che nel 1198 una sollevazione popolare fece si che Assisi divenne Comune. In questo contesto, tra il 1181 e il 1182 nacque Giovanni di Bernardone, figlio di Pietro di Bernardone (ricco mercante assisano) e di Madonna Pica. Giovanni fu presto rinominato Francesco dal padre, che cosi volle omaggiare la Francia, con cui intratteneva intensi rapporti commerciali. La nascita di Francesco, segnò l’avvenimento più importante per la storia di Assisi passata, presente e futura.

Nel 1818 e nel 1850 furono ritrovati i corpi di San Francesco e Santa Chiara, consentendo cosi ad Assisi di divenire meta di pellegrinaggio per milioni di fedeli.

Durante la seconda guerra mondiale Assisi fu dichiarata “città aperta” e al passaggio del fronte, nel 1943, fu letteralmente invasa da rifugiati, feriti, soldati di ogni nazionalità che richiedevano asilo. Fu per questo che Assisi, a differenza di tante altre città, non fu bombardata, e poté mantenere intatto il suo skyline e, soprattutto, i suoi monumenti.

La città, come la maggior parte dell’Umbria, non ha subito alcun danno rilevante dai terremoti del 24 agosto e 30 ottobre 2016. La disinformazione dei media, complice anche la Croce Rossa Italiana che ha mostrato un video del crollo della volta della basilica superiore del 1997, ha provocato dei danni indiretti all’economia del turismo. Assisi si è concentrata per soccorrere le popolazioni della Valnerina colpite dai danni indiretti del sisma; così come le popolazioni colpite nelle altre Regione del Centro Italia. La città è perfettamente integra e resistente.”

Wikipedia

 Una volta che vi sentite pronti, incamminatevi perché il resto della città attende di essere scoperta. Davanti a voi, uscendo dalla basilica superiore, si aprono due strade; Via S.Francesco sulla destra e via Cardinale Raffaele Merry del Val sulla sinistra. Non vi consiglierò ne l’una ne l’altra strada; imboccate quella che vi ispira di più e cominciate a camminare.

Osservate l’architettura di Assisi, le finestre con le imposte di legno marrone, i vasi con i fiori che trovate ovunque (gli assisani sono appassionati di fiori, che impreziosiscono il già ricco panorama urbano), gli usci delle porte in pesante legno massello e la pietra serena utilizzata per costruire tutte le case di Assisi.

Dietro ogni angolo potrete trovare una sorpresa…

Se avete scelto di incamminarvi lungo via San Francesco,  davanti a voi si presenta una delle vie più ampie di Assisi. Essa è sede di numerose organizzazioni, di numerosi ordini, della biblioteca comunale, e della pinacoteca comunale.

Arrivati in cima alla via, in prossimità di un arco voltatevi a destra……

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Scorcio della piana tra i palazzi

Sfortunatamente nel momento in cui l’ho scattata c’era un pò di foschia… Vorrà dire che dovrete venire a fare la foto di persona ;-).

La strada prosegue e diventa via Fortini, sede del teatro comunale (spesso va in scena un musical su Chiara di Assisi, ve lo consiglio).

Proseguendo oltre, via Fortini diventa via Portica, la via di accesso al comune.

Qui, poco prima della piazza troverete il foro Romano, antica testimonianza dell’epoca imperiale, che dovete assolutamente visitare, magari con una guida più dettagliata della mia.

Se invece dalla basilica di San Francesco avete preso via Cardinale Raffaele Merry del Val, cominciate a salire; poco dopo sulla destra trovate vicolo Santa Margherita. Percorretelo e vi troverete a visitare la chiesa di Santa Margherita, ma soprattutto potrete godere di un panorama sulla basilica di San Francesco impagabile.. Vedere per credere..

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La facciata della chiesa di Santa Margherita – foto di Beatrice Boccacci
Il panorama dal piazzale della chiesa di Santa Margherita – foto di Beatrice Boccacci

Tornate sui vostri passi e continuate a salire. Vi troverete immediatamente davanti ad una delle porte d’ingresso più belle della città, Porta San Giacomo.

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Porta San Giacomo

Subito dopo, proseguendo lungo la via, troverete davanti a voi vicolo S.Andrea, che vi offrirà un bellissimo scorcio per fare delle belle foto.

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Vicolo Sant’Andrea

Lungo via Metastasio, sulla sinistra, appena dopo il piccolo teatro degli Instabili, fermatevi e andate a dare uno sguardo alla chiesa di San Giacomo del muro rupto. Fatta edificare nel 1080 dall’abate Farfa Berardo I, si chiama “del muro rupto” perchè si trova nei pressi dei muri in rovina della città. Entrando potrete assaporare la semplicità francescana; una sola navata, la pietra serena utilizzata per l’edificazione e soprattutto il silenzio… godetevelo perchè difficilmente nella nostra vita così frenetica avremo momenti di pace come questi. Per visitarla basta suonare ad un cancello nero e prendere accordi con le suore che abitano il convento; saranno ben felici di condividere con voi la loro piccola perla…

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L’interno della chiesetta di San Giacomo

Appena usciti e fatti 20 metri, troverete una scalinata che sale (via S.Croce). Cominciate a salire…  sbuff sbuff.. panf… panf…

Benvenuti dalle suore tedesche!!!!

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via S.Croce, suore tedesche – foto di Beatrice Boccacci

 

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madonnina – foto di Beatrice Boccacci

Questa strada, se la percorrete tutta, vi porterà direttamente alla Rocca Maggiore!!!!!

Se non volete arrivare alla rocca da qui, tornate lungo via Metastasio e proseguite verso sinistra.

Ogni tanto volgete lo sguardo a destra; si aprono scorci di rara bellezza della piana, con in bella vista la Basilica di Santa Maria degli Angeli. A sinistra in lontananza potrete scorgere Spoleto, mentre a destra il colle di Perugia e monte Tezio.

Via Metastasio diventa via San Paolo, la via di accesso alla piazza del comune.

Se non siete troppo stanchi, merita una visita la chiesa di Santo Stefano. La potete trovare, prendendo il vicolo santo Stefano (provenendo da via Metastasio, lungo via San Paolo sulla destra).

Entrando, come per la chiesa di San Giacomo, godete della semplicità francescana; una sola navata, travi in legno sul soffitto, niente fronzoli… Questa è una delle poche chiese arrivate integre, senza nessun lavoro di ristrutturazione, direttamente dal duecento francescano.

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La scalinata che porta a Santo Stefano – foto di Beatrice Boccacci
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La facciata della chiesa di Santo Stefano – foto di Beatrice Boccacci
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Il panorama dalla chiesa di Santo Stefano – foto di Beatrice Boccacci

Qualsiasi strada voi abbiate preso, essa vi porterà in piazza…

Ma questa è un’altra storia.

A questo punto sarà pomeriggio inoltrato, quindi tornate in albergo e fate una bella doccia.

Se posso consigliarvi un bed and breakfast, sicuramente vi direi “La casina colorata” in via San Paolo. I gestori, Beatrice e Simone, sono persone squisite e il loro bed and breakfast è accogliente, pulito e comodissimo per visitare la città. Oltretutto, la cosa che contraddistingue la casina colorata è che ha una sola camera!!!! Questo significa che le attenzioni saranno tutte rivolte a voi e alle vostre esigenze; sarete coccolati come re!!!

I riferimenti li trovate alla loro pagina facebook La casina colorata o al loro sito internet La casina colorata.

Una volta riposati e rifocillati, preparatevi per una bellissima passeggiata lungo le vie di Assisi di notte, magari con un bel gelato in mano.

Una nuova tappa ci aspetta nel nostro viaggio alla scoperta della città serafica.

STAY WANDER!!!

2 pensieri su “Assisi – L’inizio del viaggio!!!!”

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